Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

DE LUCA ALL’ARS: “MUSUMECI PORTA IN AULA BILANCIO TOSSICO, IMPOSSIBILE VOTARLO”

"Da mesi aspettiamo che la Giunta fornisca al Parlamento un quadro completo ed esatto della situazione finanziaria e contabile.

Palermo 20 marzo 2018 - Era stata persino nominata una Commissione di “saggi” per far luce sui conti. Ma di fronte ad un bilancio consolidato che avrebbe dovuto riportare i dati di oltre 150 enti e partecipate, oggi ci arrivano i dati di non più di una decina di enti, magari pure marginali. Allora di cosa stiamo parlando?! La Giunta non può portare in Aula un bilancio consolidato assolutamente e platealmente tossico, nel quale i disallineamenti fra conti delle partecipate e bilancio della Regione sono del tutto ignorati."

Cateno De Luca torna sulla vicenda del bilancio consolidato di gruppo della Regione, degli enti controllati e delle partecipate, ricordando che "questa vicenda ha un ampio antefatto, che ha le sue radici nella normativa del 2010, da noi approvata con largo anticipo rispetto alla cosiddetta “Riforma Madia” quando era Presidente l’onorevole Lombardo. Era una norma che mirava a stanare tutti quei residui “tossici” del bilancio regionale, dovuti al fatto che tanti enti registravano crediti verso la Regione, ma la Regione non registrava i corrispondenti debiti. Era una norma che mirava a bloccare le assunzioni negli enti che già erano in sofferenza o addirittura in liquidazione. Era una norma che impediva l’assunzione di impegni di spesa privi di copertura finanziaria."

Il deputato di Sicilia Vera sottolinea che "rispetto a tutto questo già il Governo Crocetta ha fatto un grande salto indietro, facendo annullare, con il collegato alla finanziaria di agosto del 2017, le norme sulla trasparenza.
Non posso accettare che lo stesso venga fatto dal Presidente Musumeci e dall’Assessore Armao”.

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