Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

VACCINI: LA SICILIA IN POSIZIONE CRITICA, INAPPROPRIATEZZA NEI RICOVERI

Principali criticità rilevate nelle Regioni valutate inadempienti nel monitoraggio 2015. La Sicilia consegue un punteggio pari a 153, in netto peggioramento rispetto al 2014 (nel quale era
risultata adempiente, con punteggio pari a 170). Criticità: vaccinazione per ciclo base (3 dosi) e MPR, screening, prevenzione veterinaria, assistenza residenziale agli anziani e ai disabili, inappropriatezza nei ricoveri ospedalieri (ospedalizzazione evitabile in età pediatrica).

21/03/2018 - Il monitoraggio dei LEA per il 2015. Con il Monitoraggio dei LEA condotto dal ministero della Salute per l’anno 2015 le classi di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali33 variano da tre (“Adempiente”, “Adempiente con riserva” o “Inadempiente”) a due (“Adempiente” o “Inadempiente”). Anche in conseguenza di tale modifica nei criteri di valutazione, tre Regioni in Piano di rientro giudicate adempienti con riserva nel 2014 (Molise, Calabria, Campania), risultano inadempienti nel 2015, più altre due Regioni in Piano di rientro, Puglia e Sicilia (adempienti nel corso del 2014); tra le Regioni inadempienti, risultano in netto peggioramento, rispetto al risultato 2014, Campania e Sicilia, il cui punteggio scende da 139 a 106 (Campania) e da 170 a 153 (Sicilia).

Rispetto al 2014, quindi, diminuiscono da 13 a 11 le Regioni adempienti (tutte le Regioni
non in Piano di rientro, più le Regioni in Piano di rientro Piemonte, Lazio e Abruzzo).
L’area geografica dei sistemi sanitari meno performanti nell’erogazione dei LEA si
concentra, quindi, ancora nelle Regioni del Sud, con la sola eccezione della Basilicata (adempiente
con riserva nel 2013 e adempiente nel biennio 2014/2015), mentre le migliori performance, con
punteggio superiore a 200, si evidenziano nel Centro-nord, in particolare in Toscana (212), Emilia Romagna, (205) Piemonte (205) e Veneto (202).

Sommariamente, gli indicatori evidenziano che la medicina preventiva mediante screening
di primo livello (per cervice uterina, mammella, colon retto), è meno praticata nelle Regioni
meridionali (ad eccezione della Basilicata) rispetto al Centro-nord; altra criticità segnalata, che
però tendenzialmente riguarda tutte le Regioni, è il livello di copertura vaccinale (per morbillo,
parotite e rosolia) nei bambini a 24 mesi dalla nascita, che nel corso del triennio 2013/2015 vede
scendere la percentuale di vaccinati: nel 2013, ad esempio, la percentuale più alta era pari al 92,1%
(in Piemonte), mentre nel 2015 il valore più alto regredisce a 90,3% (Lombardia e Basilicata).

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