Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali

"Nell'anniversario del terremoto del Belìce, il nostro primo pensiero va ancora una volta alle vittime e ai loro cari. Una perdita ed un dolore che certamente non si cancellano col tempo. 15/01/2026 -  E in questa ricorrenza non possiamo dimenticare che ancora per troppe persone il terremoto non è solo un ricordo, ma una realtà quotidiana fatta di una ricostruzione che per molti versi non ha ancora restituito la normalità e la dignità che le nostre comunità meritano.  Riconosciamo i passi avanti fatti, ma sappiamo che la strada non è compiuta. Uno stimolo a proseguire nel nostro impegno per sanare queste ferite e perché presto le nostre comunità ritrovino la piena normalità." "Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volan...

MESSINA: MALTRATTA LA MADRE, RRESTATA LA FIGLIA DOPO L’ENNESIMA LITE

Le Volanti della Questura di Messina la colgono in flagranza mentre maltratta la madre. L’hanno trovata per strada in prossimità della propria abitazione visibilmente impaurita dopo l’ennesima lite con la figlia.

Messina, 16/04/2018 - I poliziotti delle Volanti della Questura di Messina, intervenuti prontamente, l’hanno tranquillizzata prima di accedere all’interno dell’immobile dove si era consumato il fatto. Lì una giovane donna in evidente stato di agitazione urlando a squarciagola continuava imperterrita, nonostante la presenza degli operatori, ad inveire contro la madre apostrofandola con frasi volgari ed offensive. Futile il motivo di tanta aggressività. Gli accertamenti esperiti evidenziavano una difficile situazione familiare: la povera vittima era costretta a vivere in uno stato di soggezione fisica e psicologica che non aveva denunciato, fino ad allora, nel disperato, quanto vano, tentativo di riconciliarsi con la congiunta.

Attesa la situazione di pericolo per l’incolumità della malcapitata e la flagranza del reato desumibile dall’atteggiamento intimidatorio riscontrato dai poliziotti si procedeva all’arresto della donna dandone immediato avviso all’A.G la quale, in attesa di giudizio per direttissima, disponeva la misura degli arresti domiciliari avendo la vittima deciso di allontanarsi provvisoriamente per evitare ulteriori conflitti.

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