Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

LE FILASTROCCHE AL SERVIZIO DEL TEMPO LIETO, PER DIVENTARE GRANDI

25/07/2018 - Le filastrocche sono certamente frutto del sentimento e della fantasia popolare, spesso esito di epoche in cui storie, canzoni e filastrocche venivano tramandate oralmente ed in molteplici versioni. Filastrocche esclusivamente testuali o in forma musicale, scioglilingua e indovinelli, canzoni giocose o drammatiche sono il più delle volte frutto di tradizione orale, antica e popolare.
In molti casi, poi, dotti intellettuali, poeti e rimatori hanno provveduto a comporre filastrocche in rima e musicali, consegnandoci autentiche opere d’arte e comunque opere destinate a divenire patrimonio popolare e letterario.

Magia, scaramanzia, rituali contro gli eventi negativi del vivere e della società (guerre, epidemie, carestie, superstizione) sono spesso alla base del rituale della filastrocca, dello scioglilingua o della canzone, e della loro diffusione. Ma non è da trascurare l’aspetto educativo della filastrocca, giacché era proprio questo il maggiore scopo: insegnare ai più piccoli a parlare, il senso del ritmo, l’esercizio della memoria, lo sviluppo della fantasia e il gioco.
Se è vero che nelle filastrocche c’è il tempo dell'infanzia, il sapore delle prime fasi della vita, dei primi sentimenti, è pur vero che il fanciullino che è dentro di noi ci invita sempre a non recidere quei legami che costituiscono le nostre radici e ci tengono legati al racconto stesso della nostra esistenza: a noi stessi.

Così le filastrocche non sono esclusivo ‘appannaggio’ dell’infanzia ma accomunano adulti e bambini, adulto e bambino: l’adulto di oggi, il bambino di ieri, vale a dire la stessa persona nella sua unitarietà.

Se le parole e le rime possono favorire l’apprendimento nella prima infanzia, sviluppare e potenziare la memoria, motivare i sentimenti e affinarli, le ripetizioni ritmate sono in grado di favorire l’interazione tra l'adulto e bambino, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti, tra insegnante e alunno.
Un processo generazionale che vede la scuola tra i principali protagonisti, valorizzando il processo educativo e di apprendimento. La dimensione ludica della parola si arricchisce di esperienze vive, di contenuti preziosi. Sarebbe scontato affermare che le filastrocche servono ai bambini per diventare grandi, lo è meno affermare che esse servano all’adulto per diventare… grande.
Grande agli occhi del bambino è – infatti – l’adulto che ad egli si dedica con forte empatia e sentimento; grande è l’adulto che si dedica a se stesso nella cura dei sentimenti che lo hanno guidato fino alla vita adulta e che oggi lo sorreggono e gli danno linfa vitale.

Il gioco, infatti, non è prerogativa esclusiva del bambino, ma accomuna gli essere umani nell’intero arco dell’esistenza. Giocare aiuta a vivere lieti, a trascorrere il tempo in buona compagnia, a coltivare la mente e la memoria, a non ammalarsi.
Le filastrocche sono al servizio del tempo lieto, non soltanto del tempo.

                                                                                          Mimmo Mòllica

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