Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

«E VUI DURMITI ANCORA», UNA SERENATA E UNA POESIA PER IL PRESIDENTE SICILIANO

La cantante Noa e il chitarrista Gil Dor al concerto alla Cappella Paolina del QuirinaleAl Quirinale, la grande cantante israelianao-yemenita Noa, ha dedicato E vui durmiti ancora a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana. E’ accaduto alla Cappella Paolina, dove si è svolto il Concerto di Natale. Noa era accompagnata dal suo storico chitarrista Gil Dor.

Roma, 23/12/2018 - Al Quirinale Noa, la grande cantante israelianao-yemenita ha dedicato E vui durmiti ancora a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana. E’ accaduto oggi alla Cappella Paolina del Quirinale, dove si è svolto il Concerto di Natale, ad opera di Noa, accompagnata dal suo storico chitarrista Gil Dor.
“La prossima canzone viene dalla Sicilia, terra natia del vostro Presidente, un’Isola che amo tantissimo. Buon anno mio caro Presidente”, ha detto Noa prima di cantare E vui durmiti ancora. 
E vui durmiti ancora è una poesia in lingua siciliana scritta nel 1910 da Giovanni Formisano e musicata da Gaetano Emanuel Calì. Incisa per la prima volta a Firenze, dopo di allora sono stati innumerevoli gli interpreti, da Fiorello ad Andrea Bocelli che l’ha inclusa nell'album Incanto del 2008. E vui durmiti ancora, erroneamente per la sua bellezza, è stata attribuita a Vincenzo Bellini, certamente autore della musica di Fenesta ca lucive.
Ed ecco il testo del brano E vui durmiti ancora pubblicato nel volume Le più belle canzoni siciliane di Mimmo Mòllica  (Armenio Editore).

E VUI DURMITI ANCORA

Lu suli è già spuntàtu ‘ntra lu mari
e vui biddùzza mia durmìti ancòra.
L’acèddi sunu stanchi di cantàri
e affriddatèddi aspèttanu cca fora,
supra li barcunèddi su’ pusàti
e aspèttanu quann’è câ v’affacciati.

Lassàti stari, non durmìti cchiù,
c’ammènzu a iddi dintra ‘sta vanèdda,
ci sugnu puru iò, ch’aspèttu a vui
pi' vìdiri ‘ssa facci accussì bedda.
Passu ccà fora tutti li nuttàti
e aspèttu puru iò câ v’affacciàti.

Il sole è già spuntato dentro al mare / e voi bellina mia dormite ancora. / Gli uccelli sono stanchi di cantare / e infreddoliti aspettano qua fuori, / sopra i balconcini stanno posati / e aspettano quand’è che v’affacciate.

Lasciate stare, non dormite più, / che in mezzo ad essi dentro questo vicolo / ci sono anch’io, ad aspettarvi / per vedere quella faccia tanto bella. / Passo qua fuori tutte le nottate / e aspetto anch’io che v’affacciate.

Li ciuri senza ‘i vui nun ponnu stari,
su' tutti cû li testi a pinnulùni,
ognunu d’iddi non voli sbucciàri
si prima non si iàpri ‘ssù barcùni.
Dintra li buttunèdda su’ ‘mmucciàti
e aspèttanu quann’è câ v’affacciati.

Lassàti stari, non durmìti cchiù
c’ammènzu a iddi dintra ‘sta vanèdda
ci sugnu puru iò, ch’aspèttu a vui
pi' vidiri ‘ssa facci accussì bedda.
Passu ccà fora tutti li nuttàti
e aspèttu puru iò câ v’affacciati.

I fiori senza di voi non possono stare / sono tutti con la testa penzoloni / ognuno d’essi non vuole sbocciare / se prima non si apre quel balcone. / Dentro i boccioli stanno nascosti / e aspettano quand’è che v’affacciate.

Lasciate stare, non dormite più / che in mezzo ad essi dentro questo vicolo / ci sono pure io, ad aspettarvi / per vedere quella faccia così bella. / Passo qua fuori tutte le nottate / e aspetto pure io che v’affacciate.

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