Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

MIRTO, IALUNA ELETTO VICE PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CITTÀ DEL BIO


Mirto, il vice Sindaco Luigi Ialuna eletto Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Città del Bio, durante l’Assemblea di Firenze

12/12/2018 - Il vice Sindaco di Mirto, Luigi Ialuna, eletto vice Presidente Nazionale dell'Associazione Città del Bio durante l'ultima Assemblea svoltasi a Firenze, nella splendida cornice di Palazzo dei Medici, in cui sono stati rinnovati gli organi dell’Associazione. Affincherà Antonio Ferrentino, consigliere della Regione Piemonte, riconfermato Presidente per un altro triennio.
Durante la due giorni di Firenze, svoltasi nel week end scorso, oltre alla elezione della governance dell’Associazione sono stati illustrati i progetti su cui Città del Bio è fortemente impegnata. E’ stata ufficialmente costituita la Rete Europea di Organic Cities Network, dove l’Associazione rappresenta il territorio italiano e a cui partecipano le città globali di Parigi e Vienna, le rappresentanze dei territori quali Parrenco in Croazia, Tartu in Estonia, Vaxjo in Svezia, Correns in Francia, Sceham in Austria, la Rete tedesca delle biostadte (Amburgo, Monaco, Norimberga e altre 10 città).
Tra le altre iniziative il progetto “Italia del Bio”, un marchio di qualità registrato, riguardante la tracciabilità dei prodotti agroalimentari di Città del Bio, Un sistema tecnologico a garanzia per i produttori di qualità e per i consumatori che avranno modo di leggere l’autenticità del prodotto, con la possibilità di vedere attraverso la piattaforma web e la app mobile documenti, immagini, video e informazioni che riguardano le singole aziende e l’intera filiera.
Tra le azioni dell’Associazione Nazionale Città del Bio, il potenziamento della rete dei Bio-Distretti nell’intero territorio italiano con il coinvolgimento diretto del Ministero dell’Ambiente. Un’attività, quella di Città del Bio, che ha portato alla costituzione di circa 30 bio-distretti in tutta Italia, territori intesi come comunità locali che promuovono un diverso modello di sviluppo in cui la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della salute di tutti gli esseri viventi, la valorizzazione delle tradizioni, dei beni culturali e del ben vivere divengono valori condivisi e collettivamente perseguiti dalle amministrazioni e dai cittadini.
“Si tratta di un incarico inaspettato, ma che sicuramente mi onora e mi carica di maggiore responsabilità non solo per il territorio dei Nebrodi, dove il Comune di Mirto, e l’Associazione sono stati fra i promotori del Bio-Distretto, ma per l’intero territorio siciliano e del Sud Italia. Nelle prossime settimane mi attiverò per mettere in rete i territori dei Bio distretti dei Sicani, con Sambuca di Sicilia capofila, del Barocco siciliano con Noto capofila e dei Nebrodi con Mirto capofila, nati sotto il coordinamento di Città del Bio e con gli altri in via di costituzione come quello che vede fra i promotori Villafranca Sicula e il suo sindaco Domenico Balsamo, eletto nel Consiglio Nazionale, per costituire un bio-distretto in quella area rurale dell’agrigentino”

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