Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

VOTO DI SCAMBIO: TRIPOLI, SONO SICURO DELLA MIA ESTRANEITÀ AI FATTI

Voto di scambio: Tripoli, sono sicuro della mia estraneità ai fatti
Bagheria, 15 marzo 2019 – “Sono sicuro della mia estraneità ai fatti e di aver agito correttamente: non ho mai promesso posti di lavoro in cambio di voti. Dopo aver ricevuto e studiato le copie degli atti, attraverso i miei legali chiederò ai magistrati di essere sentito al più presto”. Con queste parole Filippo Tripoli commenta l’indagine della Procura di Termini Imerese nella quale sono indagate 96 persone.
“Se sul piano giudiziario mi sento assolutamente sereno – aggiunge – sul piano politico mi amareggia il fatto che la notizia sia uscita proprio nel mezzo della campagna elettorale per le amministrative a Bagheria, che mi vede candidato a sindaco”.

“È evidente, infatti – continua Tripoli – che tale notizia rappresenta una ghiotta quanto meschina occasione di strumentalizzazione da parte di qualche avversario. Anche da parte di chi come l'onorevole regionale Salvatore Siragusa, del M5S, sbandierando il vessillo della legalità ha sostenuto un sindaco non solo indagato, ma anche rinviato a giudizio per falso ideologico, turbata libertà degli incanti, violazione del segreto di ufficio e abuso di ufficio al fine di perseguire interessi personali e familiari. Non ricordo, infatti, che Siragusa abbia chiesto nè a Patrizio Cinque nè ai consiglieri del Movimento di fare un passo indietro".
Filippo Tripoli

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