Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

VURRIA ‘STU MUNNO FATTO A VOGLIA MIA, STORIE DI GIOVINEZZA, VECCHIEZZA E SREGOLATEZZA NELLA CANZONE POPOLARE

13/03/2019 - «Vurria ‘stu munno fattu a voglia mia» (Vorrei questo mondo fatto a piacere mio). Mimmo Mòllica trae spunto da questa villanella popolaresca del ‘500 napoletano, pubblicandone e traducendone il testo, per addentrarsi nel ‘punto cieco della nostra coscienza’: il desiderio (“non è una cosa semplice” diceva Freud). Vorrei…, desiderio o volontà? O qualcosa che non può essere espresso? Storie di giovinezza, vecchiezza e sregolatezza nella canzone popolare e nella poesia.
«Vorrei», condizionale presente del verbo «volere». Sei lettere, tre vocali e tre consonanti per esprimere volontà, desiderio, vagheggiamento, frenesia? «Sogno!». Sospiri…

Le villanelle
Di argomento spesso satirico e morale, intorno alla metà del XVI secolo, le villanelle rappresentarono una delle forme musicali più popolari in Italia. La «Villanella» è canzone villanesca, forma di canzone profana della prima metà del XVI secolo destinata ad influenzare quella che più tardi diverrà la canzonetta.

Non disprezzate la musica popolare. Siccome essa si suona e si canta molto più appassionatamente di quella ‘colta’, a poco a poco essa si è riempita del sogno e delle lacrime degli uomini. Per questo vi sia rispettabile. Il suo posto è immenso nella storia sentimentale della società. (Marcel Proust)

Vorrei questo mondo fatto a voglia mia,
che mai non s’invecchiasse, né morisse
e si facesse per legge o per ragione
che le ragazze fossero in comune.
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VURRIA ‘STU MUNNO FATTO A VOGLIA MIA
Storie di giovinezza, vecchiezza e sregolatezza nella canzone popolare
di Mimmo Mòllica
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