Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

FORMAZIONE PROFESSIONALE SICILIA: UN TAVOLO 'APPARECCHIATO' PER RISOLVERE I PROBLEMI

Palermo, 11 aprile 2019 – “Accogliamo positivamente l’istituzione di un tavolo permanente tra i tecnici dell’Assessorato regionale, le organizzazioni sindacali e quelle datoriali, per affrontare e risolvere i problemi della formazione professionale”. Lo dicono in una nota congiunta i segretari regionali di Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, Cisl Scuola, Francesca Bellia, e Uil Scuola, Claudio Parasporo, commentando l'esito dell'incontro che si è tenuto ieri pomeriggio presso l'Assessorato alla formazione professionale della Regione Siciliana.

“Ci sono – aggiungono – due questioni principali da risolvere. La prima consiste nel superamento di tutti quegli impedimenti tecnico-burocratici che hanno ritardato l’avvio dei corsi e il pagamento dei lavoratori. La seconda riguarda la necessità di dare continuità ai percorsi già avviati. Per questo, nell’attesa che il Consiglio di giustizia amministrativo si pronunci sullo sblocco dell’Avviso 8, è fondamentale trovare una soluzione alternativa. A tal proposito condividiamo l’ipotesi prospettata dall’assessore Lagalla di bandire un Avviso 2 bis, per il quale peraltro l’amministrazione avrebbe già individuato le risorse necessarie”.
“Ci auguriamo quindi – concludono – che in questo modo si possa procedere spediti verso la messa a regime di un sistema che ha bisogno di continuità e qualità”.

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