Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

AUTONOMIA, ARMAO: “NO AL REGIONALISMO DIFFERENZIATO PER SPACCARE IL PAESE”

Palermo, 24/07/2019 -"Il regionalismo differenziato che propongono Veneto, Lombardia e Emilia Romagna non va bene se vuole spaccare il Paese. Se invece vuole favorire il federalismo e riconoscere nel Sud un'occasione di sviluppo per il Paese si può andare avanti". Così il vicepresidente della Regione e assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao. “Il conferimento di funzioni e risorse deve essere contestuale, non anteriore, al riequilibrio delle infrastrutture tra zone deboli e zone forti, altrimenti gli squilibri cresceranno inevitabilmente – ha spiegato il vicepresidente -. Se prevale l’autogoverno sulla solidarietà, si aggraveranno le condizioni di frammentazione sociale e di desertificazione del Mezzogiorno”.

“La Repubblic a ha riconosciuto l’Autonomia della Sicilia prima. Poi ha avviato gli interventi straordinari fino agli inizi degli anni ‘80, dando un contributo al superamento del divario – ha aggiunto Armao -. Ma il divario ha ricominciato a crescere e oggi siamo all’esigenza di fissare per legge l’obbligo per lo Stato di attuare investimenti al Sud, in proporzione alla popolazione. Ma né succedeva, né succede. Dovremmo essere al 34 per cento di interventi, siamo al 28%”.

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