Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

DISCARICHE E CORRUZIONE: “QUESTA È LA PUNTA DI UN ICEBERG”

Discariche e corruzione, M5S: “Questa è la punta di un iceberg, il sistema va depurato dal malaffare”. Disagi quotidiani e costi extra a carico dei cittadini: il commento del Movimento dopo la sentenza di condanna di un funzionario regionale e alcuni imprenditori legati al sistema delle discariche private.  In discussione le discariche di Motta Sant'Anastasia (nel Catanese), Mazzarrà Sant'Andrea (nel Messinese), e della Soambiente di Agrigento.

PALERMO, 19 luglio 2019 - “Dopo anni di denunce e sollecitazioni, raccogliamo un risultato giudiziario che fa emergere falle e pesanti responsabilità nel sistema regionale di gestione dei rifiuti, sia per la parte pubblica che per quella privata. La condanna di corrotti e corruttori che interessa sia la parte pubblica che ben tre discariche, riteniamo sia la punta di un iceberg. C’è ancora parecchio da scavare, in tutta la Sicilia, per depurare veramente questo settore dalle insidie del malaffare. Un malaffare che diventa disagio quotidiano e produce costi extra sempre a carico dei cittadini”. Lo dice la deputata regionale Jose Marano, nel commentare la sentenza di primo grado che condanna per corruzione un ex funzionario in servizio all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente e alcuni imprenditori legati alla gestione delle discariche di Motta Sant'Anastasia (nel Catanese), Mazzarrà Sant'Andrea (nel Messinese), e della Soambiente di Agrigento.

“Lo abbiamo sempre detto - aggiunge il deputato regionale Giampiero Trizzino e componente della commissione Ambiente - e continuiamo a ribadirlo: finché i rifiuti saranno nelle mani di poche famiglie, la Sicilia non uscirà mai dall'emergenza. Questa sentenza conferma le preoccupazioni che denunciamo sistematicamente da anni. I rifiuti devono diventare una risorsa per tutta la comunità, non solo per una cerchia elitaria”.

“Quando succedono questi fatti - sottolinea la deputata regionale Angela Foti - bisogna dare un giro di vite, passare al setaccio e revisionare tutte le procedure seguite dai funzionari coinvolti in indagini in generale, perché è probabile che si tratti di un modus operandi diffuso. Facciamo un plauso alla magistratura e ribadiamo la necessità di andare verso un sistema basato sulle discariche pubbliche”.

“Per evitare che le comunità coinvolte nelle vicende processuali - dice poi il deputato nazionale Luciano Cantone - continuino a subire disagi, voglio invitare gli organi competenti a concludere le procedure necessarie per valutare se sussistano i requisiti per il prosieguo delle attività. Altrimenti, in attesa che la Regione emani un piano dei rifiuti, si deve procedere alla chiusura”.

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