Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

MAFIA DEI NEBRODI, “NEBROS II” LA CASSAZIONE CONFERMA AGGRAVANTE MAFIOSO

Antoci: “Arresti di oggi siano da monito ai mascariatori”. È di oggi la notizia del pesante giro di vite sulla mafia dei Nebrodi. La Guardia di Finanza di Enna ha eseguito diverse misure cautelari, dopo che la Cassazione ha annullato la sentenza del Tribunale del riesame di Caltanissetta che aveva escluso l’aggravante del metodo mafioso.

Enna, 25 luglio 2019 – L'inchiesta portata avanti con grande competenza dalla Guardia di finanza di Enna e dalla Tenenza di Nicosia, con il coordinamento della DDA di Caltanissetta, ha messo in luce un metodo grazie al quale un gruppo di imprenditori agricoli si aggiudicava i pascoli del demanio di Troina attraverso la turbativa d’asta, l'abuso d’ufficio, la truffa aggravata sui contributi Agea, il tutto aggravato dal metodo mafioso.

Emessi dunque due provvedimenti che hanno disposto la custodia cautelare domiciliare ed uno di questi è Giuseppe Foti Belligambi, 47 anni di San Teodoro, quest'ultimo intervistato da una trasmissione televisiva aveva addirittura sminuito l'attentato all'ex Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci per il quale era stato già indagato. Lo stesso, a seguito della creazione del Protocollo di Legalità, era stato colpito da Interdittiva Antimafia ancora vigente.

E’ proprio quel Protocollo, infatti, che ha stroncato gli affari delle mafie che lucravano sui Fondi Europei.

"Il mio ringraziamento e i miei complimenti alla DDA di Caltanissetta, al Procuratore Amedeo Bertone e ai suoi Sostituti Pasquale Pacifico e Claudia Pasciuti, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Giuseppe Licari e a tutti i suoi uomini che – dichiara Antoci - con il loro lavoro hanno confermato e debellato il clima e i metodi usati che abbiamo, con forza, combattuto con il Protocollo e la Legge. Provo inoltre soddisfazione per l'impegno in Europa dell'Onorevole Ignazio Corrao che si sta adoperando per combattere il fenomeno e per trasferire l'esperienza del Protocollo di Legalità anche a Bruxelles. Sarebbe un importante passo avanti e per questo lo ringrazio - aggiunge Antoci.

“Tali risultati e tali conferme siano da monito ai silenti mascariatori e delegittimatori che a tutti i livelli stanno tentando, con i soliti schizzi di fango, di fermare la nostra azione. Noi non ci fermeremo e anche per loro arriverà la scure della giustizia. Le prime condanne sono già arrivate. I corvi, quando svolazzano troppo, restano spesso senza penne – conclude Antoci.

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