Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

«LA BARONESSA DI CARINI» BISOGNAVA CANTARLA DI NASCOSTO

La Baronessa di Carini». L’amaro caso della Signora di Carini in versi e strofe. La triste storia di una nobile donna vittima d’un padre brutale, che con la sua stessa spada fa scempio dell’amore e del cuore di lei, imponendole un marito nel quale egli vede l’alba dei propri buoni giorni.

11/09/2019 - Anticamente si cantava con una musica sola, e faceva piangere e tremare, ma bisognava cantarla di nascosto perché il principe non lo voleva affatto. Particolarmente toccante è quando la principessa, stando al balcone, vede venire il padre dalla contrada Agliastrello, sulla pianura sottostante a Carini, accompagnato dalla «cavalleria». La giovane vorrebbe fuggire, ma non sa che fare e riesce solo a gettarsi ai piedi del padre crudele.

… la Bella non può credere ai suoi occhi.
Oh che spavento, turpe apparizione,
oh che sparviero aleggia per la via,
la Baronessa affacciata al balcone
vede arrivare una cavalleria. […]

Vede venire la cavalleria:
questo è mio padre, oh Madonna mia,
tutto vestito alla cavallerizza,
questo è mio padre che viene e m’ammazza.

- Signore Padre, che venite a fare?
- Signora figlia, vi vengo ad ammazzare!
- Signore padre mio fatemi onore,
chiamate prima il padre confessore.

- Sono anni ormai che te ne pigli gioco,
e il tempo che ti resta adesso è poco!
Questo è il momento del tuo disonore,
non è tempo di chiedere il Signore.

Così il padre le è presto di sopra e le dà il primo colpo. Caterina grida aiuto, ma a finirla è il compagno che era con lui. Nessuno gliela poté levare di mano e l’impronta di sangue impressa dalla mano della morente fanciulla ancora oggi resta al muro del Castello, in ricordo dell’orrendo sacrificio e dei lunghi capelli biondi come l’oro della figli di Carini che il popolo piange.

Il Caso della figlia di Carini

Pietro La Grua Talamanca, Barone di Carini, addì 4 dicembre 1563, dà la morte con le sue mani e nel suo stesso Castello di Carini alla propria figlia, creduta rea di fallo venereo avuto con uno di Casa Vernagallo. E questo si chiama il «Caso della figlia di Carini», che ancor rumoreggia nella Sicilia, e crede il volgo ancor restarne le segnature di sangue vive in una stanza superiore del Castello.
Caterina venne scannata dal suo stesso padre, e la Giustizia non ardì proferir verbo. Vincenzo Vernagallo dovette nascondersi, fuggire ad un convento fuori dell’ Isola.

Erano i tempi corrotti ed iniqui che portavano a ciò: tempi di schiavi e di tiranni, di rivoltosi e di assassini, senza religione, senza patria, senza onore. La stessa causa che imponeva silenzio agli storici dovea con più ragione imporlo ai poeti, che in quell’epoca miseranda strisciavano ai piedi della Corte e della Nobiltà, avvilivano nel fango
dell’adulazione la santità della poesia, nata a sublimar Dio e la Patria, a infuturare gli Eroi e i Benefattori dell’Umanità, a percuotere con implacabile flagello i vizi ed i delitti, o coronali, o mitrati, o imberrettati. (Salvatore Salomone-Marino, 1870)

La baronessa di Carini
versi e strofe di Mimmo Mòllica

Povera baronessa di Carini, giovane stella dei serafini, profumo di fiori e dei cherubini. La croce avanti, l’amaro canto, popolo e strade tutti al balcone, per lei la scrissero questa canzone.

Triste è il suono di questa romanza
custode di memoria e costumanza,
di familiari, popolo e persona;
fiori di campo e fiori di corona,
di palme, la bara della vergine buona,
pomposo carro e dolore sincero,
mesta è la folla e il salmodiar del clero.

Tristezza cupa in piazza si consuma
giustizia dorme nell’apprestar rimedi,
dorme il potere, la quiete si frantuma,
l’ avaro pensa ai beni che possiedi.

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LA BARONESSA DI CARINI
L'amaro caso, in versi e strofe
di Mimmo Mòllica
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