Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali

"Nell'anniversario del terremoto del Belìce, il nostro primo pensiero va ancora una volta alle vittime e ai loro cari. Una perdita ed un dolore che certamente non si cancellano col tempo. 15/01/2026 -  E in questa ricorrenza non possiamo dimenticare che ancora per troppe persone il terremoto non è solo un ricordo, ma una realtà quotidiana fatta di una ricostruzione che per molti versi non ha ancora restituito la normalità e la dignità che le nostre comunità meritano.  Riconosciamo i passi avanti fatti, ma sappiamo che la strada non è compiuta. Uno stimolo a proseguire nel nostro impegno per sanare queste ferite e perché presto le nostre comunità ritrovino la piena normalità." "Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volan...

I mille giorni di Aemilia, il più grande processo al nord contro la 'ndrangheta

Presentazione del libro a Bologna con l’autore e il Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti. La serata fa parte del ciclo AserDibatte dell’Associazione Stampa Emilia Romagna. Giovedì 24 ottobre ore 18:00 – Libreria Coop-Zanichelli, Piazza Galvani, 1H - Bologna

24/10/2019 - Il libro I mille giorni di Aemilia di Aliberti compagnia editoriale è firmato da Tiziano Soresina, giornalista che da oltre vent’anni segue le vicende di mafia – e della ‘ndrangheta in particolare – per la Gazzetta di Reggio. Esperienza professionale sul campo a cui ha aggiunto l’enorme sforzo fatto per documentare quanto è avvenuto nelle 195 udienze del maxiprocesso Aemilia tenutosi, in primo grado a Reggio Emilia.
Questa pubblicazione però non è solo il diario del più grande processo contro la ‘ndrangheta mai tenutosi al Nord Italia. Infatti, grazie al poderoso lavoro degli inquirenti, alle rivelazioni dei pentiti, al coraggio dimostrato da alcuni testimoni, narra come si siano evoluti trent’anni d’infiltrazione mafiosa nelle terre del Po.
Un avanzare più o meno sottotraccia del clan Grande Aracri, affermatosi col tempo come vero e proprio radicamento dal fatturato spaventoso a danno dell’economia che opera nella legalità.
Un cancro che mangia anche il cuore del Nord, divenuto tutt’altro che una retrovia della ‘ndrangheta calabrese.
Ed ecco che sfogliando le oltre seicento pagine del volume esce un quadro finalmente preciso di violenze, omicidi, droga, roghi dolosi, riti d’affiliazione, affari illeciti milionari, maxi frodi fiscali, riciclaggio, il mondo del lavoro calpestato, pezzi di società che “dialogano” con la criminalità organizzata. Finalmente sotto i riflettori una “zona grigia” rivelatasi per nulla impermeabile.

“Quando un’organizzazione mafiosa si fa sistema – scrive nella prefazione Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso da tempo sotto scorta perché minacciato di morte da boss calabresi – vuol dire che ha saputo costruire attorno alla cosca una rete di protezione estesa. Un network di personaggi insospettabili: professionisti, servitori dello Stato infedeli, politici, imprenditori, cittadini omertosi. Ma significa anche che il metodo proposto dall’organizzazione ha trovato cittadinanza in alcuni settori dell’economia e del mercato”.

Nella pubblicazione troviamo anche il racconto di come si evolve, codice alla mano, un processo così complesso sul piano giuridico, con ricadute giurisprudenziali divenute di respiro nazionale. Insomma, uno strumento informativo per colmare ritardi, trascuratezza, scarsa conoscenza del radicamento ‘ndranghetistico in Emilia e non solo. In appendice una “bussola” fatta di centinaia di nomi di persone e luoghi citati nel testo, oltre ad una bibliografia ragionata.



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