Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SERVIZIO IDRICO, LA REGIONE FINANZIA 2 MILIONI ALLE ASSEMBLEE DEI COMUNI

La Regione Siciliana finanzia due milioni per realizzare i piani d’ambito delle Ati, le assemblee territoriali idriche, gli organismi composti dai Comuni e responsabili del servizio idrico.

Palermo, 23 dicembre 2019 - Senza questi piani la gestione non può andare a regime, non possono essere effettuati gli investimenti per migliorare la rete e dal 1 gennaio 2021 la Sicilia non potrà più neanche attingere ai fondi per il periodo 2021-2027. Da qui la necessità di un intervento urgente per anticipare le somme necessarie. La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha approvato la proposta dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, finalizzata a “scongiurare la perdita di risorse finanziarie e garantire la realizzazione degli interventi a tutela dell’ambiente e della risorsa idrica, agevolando la predisposizione o l’aggiornamento dei Piani nei 9 ambiti siciliani”.

Ad oggi, si legge nella delibera, “dopo gli interventi del governo, sebbene i sindaci componenti delle Ati abbiano, in taluni casi, approvato le proposte finanziarie per il reperimento delle somme necessarie alla redazione dei Piani, gli stessi non hanno poi provveduto al trasferimento delle somme di competenza delle stesse Ati”. L’assessore Pierobon spiega che “stiamo lavorando per mettere in condizione le Ati di entrare finalmente in funzione. Nei mesi scorsi, per la prima volta in Italia, abbiamo chiarito, assieme ad Anci Sicilia, Ordine commercialisti e altri enti, che la Cassa depositi e prestiti può finanziare i piani e anche l'Arera ha dato l'ok. È stato un chiarimento grande portata perché in questo modo si potranno ottenere le risorse per investire. Perché in Sicilia, è bene ricordarlo, l'acqua c'è, la risorsa idrica è presente, ma permangono ancora alcuni ostacoli. Nel frattempo con questi due milioni stanziati in giunta acceleriamo il processo e interveniamo per rimuovere subito alcune criticità”.

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