Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ALLUVIONE 2010, CONDANNATO IL COMUNE DI NASO

Il tribunale di Patti ha condannato il comune di Naso a risarcire i danni subiti da un cittadino in occasione della alluvione del febbraio 2010 che ha interessato la zona dei Nebrodi.

21 febb 2020 - Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OCPM) del 2010 era stata prevista una indennità per gli alluvionati. Come spesso accade nel nostro Paese, l’ordinanza è rimasta lettera morta. Per fortuna è intervenuto il tribunale a tutelare il sig. Esposito, difeso dall’avv. Danilo Salvato, la cui abitazione era rimasta così gravemente danneggiata da indurre il comune di Naso a demolirla per ragioni di sicurezza pubblica. Si tratta dell’ennesima prova della mancanza di attività di prevenzione a tutela del territorio.

Al riguardo, un’amara riflessione che nasce dal primo rapporto Ance-Cresme del 2002 consultabile al sito: http://www.ance.it/docs/docDownload.aspx?id=8489, dal quale emerge che per mettere in sicurezza il territorio servirebbero 1,2 mld all’anno. Per i sette maggiori terremoti degli ultimi 45 anni gli stanziamenti statali complessivi superano i 110 miliardi di euro per le opere di ricostruzione, a fronte di poco più di 40 mld (1,2 mld x 45 anni) che si sarebbero invece spesi per la prevenzione.

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