Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Filastrocca «Il Leone e il Topo riconoscente» (M. Mòllica)

Mimmo Mòllica trascrive in versi e rime un’altra delle più belle favole di Esopo: «Il leone e il topo riconoscente», favola scritta da Esopo nel VI secolo a.C. L'importanza dell’amicizia e il rispetto dei più ‘piccoli’ da parte dei potenti è la metafora del racconto.

Filastrocca «Il Leone e il Topo riconoscente»

Correva un topolino sul leone
che appena sveglio stava per mangiarlo,
stava per far davvero un sol boccone,
ma il topo supplicò di risparmiarlo:
«Saprò ricompensarti ben benone».

Ridendo a crepapelle del briccone
l’umile topolino lasciò andare.
Passato un certo quel leone,
che il topo ben pensò di risparmiare,
dai cacciatori venne catturato
e con la corda a un albero legato.

Il topo udì i lamenti del leone
e corse ad aiutarlo prontamente,
la belva liberò dalla prigione,
rosicchiata la corda finalmente.

«Tu mi hai deriso, però poi m’hai salvato –
il topo disse – ma non credevi affatto
che sarei stato un giorno tanto grato,
e non immaginavi che avrei fatto,
e invece proprio io ti ho liberato».

«Adesso, fatta tu questa esperienza
saprai che pure un topo di campagna
è ben capace di riconoscenza,
che anche il potente a volte ci guadagna
se il debole ha trattato con coscienza».

Mimmo Mòllica ©

La favola mostra come, con il mutare delle circostanze, anche i potenti possono avere bisogno dei deboli. Un piccolo amico può dimostrare una grande amicizia.

La favola di Esopo eleva il valore del rispetto dei più deboli e dell’amicizia, indipendentemente dal potere e dal prestigio sociale ed economico.
La vicenda vede protagonisti un leone e un topolino, ma sappiamo che Esopo sostituiva spesso gli animali agli umani, volendo tuttavia riferirsi propri agli uomini.
Così il leone che agguanta il piccolo topo e sta quasi per mangiarlo, accoglie l’implorazione del topolino di avere salva la vita, offrendogli in cambio riconoscente amicizia. Il leone lascia così vivere il topolino.
Ma quando viene catturato da cacciatori e legato a un albero sarà proprio il topolino a liberalo rosicchiando le corde che lo tengono legato.
Quale migliore morale: un piccolo amico può dimostrare riconoscenza e grande amicizia.
Esòpo (620 a.C.) è stato uno scrittore greco antico, particolarmente noto per le sue favole morali.

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