Concorsi pubblici: "Riforma Brunetta incostituzionale (?), perché va modificata"

Concorsi pubblici, Riforma Brunetta incostituzionale: ecco perché va modificata. La riforma Brunetta, nonostante i buoni propositi, è di fatto incostituzionale poiché non premierebbe il merito, lasciando fin troppo spazio alla discrezionalità di amministrazioni e enti locali. A sostenerlo i legali dello studio Leone-Fell, prima law firm in Italia specializzata in diritto amministrativo e concorsi pubblici.

Palermo, 9 apr 2021 - “In queste ore – spiegano Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio – siamo stati inondati di segnalazioni. Tantissimi giovani, penalizzati dalla riforma, hanno chiesto il nostro sostegno in questa battaglia. Si tratta di migliaia di under 40 che speravano in una stagione di concorsi per poter accedere nel mondo del lavoro e che invece, proprio a causa di una procedura illegittima che premia solo chi ha accumulato più titoli, si troveranno tagliati fuori. Se non si interviene subito il rischio è proprio quello di non svecchiare la Pubblica Amministrazione, ma anzi di consentire l’accesso solo a chi, negli anni, ha ottenuto titoli ed esperienze”.

In pratica, la valutazione dei titoli – che sostituisce le tre canoniche prove delle vecchie selezioni – rischia di tagliar fuori proprio i neodiplomati e neolaureati con il massimo dei voti, preparati e smart, ma con poca esperienza. La riforma, infatti, permetterà l’assunzione di 500mila nuove leve nei prossimi cinque anni, ma non è detto che verranno assunti i più preparati, ma solo chi ha più titoli. L’eccessiva restrizione della platea di partecipanti non favorirebbe dunque il merito: in tanti, infatti, non riusciranno neanche ad approdare alla selezione vera propria. Eliminare le prove e bloccare l’accesso al concorso va contro il principio del favor partecipationis, volto a garantire proprio una più ampia partecipazione.

“Come per le altre battaglie – continuano i legali – saremo al loro fianco in tutte le sedi. Per tale ragione, abbiamo già chiesto un incontro per la prossima settimana con il Governo, grazie al quale proporremo le nostre ipotesi di modifica e ci faremo portavoce di tutti coloro che, a partire dai social, stanno lanciando il proprio grido d’aiuto. Il nostro intento, in questa fase, è quello di mettere a servizio del Ministero la nostra esperienza per correggere il tiro, prima che si arrivi a una valanga di ricorsi per ogni singola procedura bandita a seguito della riforma. Stiamo inoltre organizzando una serie di webinar con esponenti dell’esecutivo e del Parlamento, per analizzare tutte le criticità della Riforma e permettere ai candidati di rivolgere, senza filtro, tutte le loro domande e di ricevere in diretta le dovute risposte”.

L’emergenza Covid, infatti, non può essere utilizzata come scusa per superare la meritocrazia e calpestare il merito. Già in precedenti selezioni, lo studio legale Leone-Fell ha portato a casa storiche vittorie: basti pensare all’annullamento della preselettiva per titoli del concorso alla Banca d’Italia, selezione poi ribandita con criteri differenti, o ancora al concorso per Cancellieri per cui è stata ottenuta per i propri ricorrenti un’ordinanza in cui il Giudice ha confermato l’illegittimità della discrezionalità della valutazione dei titoli.

“Forti della nostra decennale esperienza in tema di concorsi pubblici – concludono – siamo certi che porteremo avanti questa battaglia a tutela del merito e dei diritti dei nostri giovani, affinché questa riforma diventi davvero meritocratica e permetta il necessario ricambio generazionale della nostra Pubblica Amministrazione, nei fatti e non solo nelle intenzioni”.

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