Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

La «Filastrocca del cannolo» di Mimmo Mòllica


La «Filastrocca del cannolo» di Mimmo Mòllica è un omaggio al maestro Andrea Camilleri, siciliano di Porto Empedocle, morto a Roma il 17 luglio 2019, scrittore di grande fama, ispiratore della fortunata serie televisiva «Il commissario Montalbano». Camilleri ne «Il campo del vasaio» descrive i freschissimi cannoli che Pasquano si abbassa a “sciaurare”, prima di sbafarsene due “talianno il paesaggio”.

«Filastrocca del cannolo» di Mimmo Mòllica
omaggio al maestro Andrea Camilleri

Il cannolo siciliano,
a nessuno sembri strano,
è un buon dolce fatto a mano
con ricotta, strutto e grano.

«E nient'altro», voi direte?
Come tutti ben sapete,
la ricetta è qua descritta:
cialda di una pasta fritta,
come scorza del cannolo,
che non è di grano solo,
ma farina, vino e strutto.

Ed ancora non è tutto,
c'è anche zucchero e farina,
poi l'impasto s’arrimina (1)
col cucchiaio da cucina
e si mette la ricotta
che in Sicilia vien prodotta
e impastata bella fina,
ma che sia ricotta ovina. (2)

Perché sia tradizionale
il ripieno suo abituale
è ricotta setacciata
con le mani lavorata,
ben condita e zuccherata
con canditi e cioccolata.

In Sicilia più orientale
hanno il latte eccezionale
della mucca modicana,
e non è una cosa strana,
poiché il latte ricavato,
dal sapore delicato,
da decenni viene usato
anche meno zuccherato.

Il cannolo, stacci attento,
va riempito sul momento,
perché con troppa lentezza
perde la sua croccantezza.

Quindi l’umida ricotta
dal pastore sia prodotta,
così la turgida cialda
va gustata bella calda.

Ogni cosa ha il suo ruolo:
dura legge del cannolo.
Perciò riempilo all’istante
se lo vuoi bello croccante.

Mimmo Mòllica ©

(1) S’arrimina: si rimescola
(2) Ricotta ovina: ricotta di pecora


"La prima cosa che il commissario notò sopra la scrivania di Pasquano, ‘n mezzo a carte e fotografie di morti ammazzati, fu una guantera di cannoli giganti con allato ‘na buttiglia di passito di Pantelleria e un bicchieri. Pasquano si calò a sciaurare i cannoli: erano freschissimi. Allura si versò tanticchia di passito nel bicchiere, affirò un cannolo e principiò a sbafarselo talianno il paesaggio dalla finestra aperta. Il sole addrumava i colori della vallata, li staccava nettamente dall’azzurro del mare lontano. Dio, o chi ne faciva le veci, qua si stava addimostrando un pittore naïf. A filo d’orizzonte, uno stormo di gabbiani che se la fissiavano a fare finta di scontrarsi tra loro, in un virivirì di piacchiate, virate, cabrate che parivano ‘na stampa e ‘na figura con una squatriglia aerea acrobatica. S’affatò a taliarne le evoluzioni. Finito il primo si pigliò un secondo cannolo". (Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio 2008).

Foto: https://www.lacannoleriasiciliana.it

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