Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Mafia. Giletti anticipa i contenuti del reportage tv "Abbattiamoli": Riina “chi”?

MAFIA / Massimo Giletti anticipa a MOW i contenuti del reportage tv "Abbattiamoli": «in un audio faccio sentire Riina che si lascia scappare “al governo mi hanno chiesto i morti”. Mi hanno chiesto, “chi”?»; «faremo vedere come fu ritrovato il covo 18 giorni dopo la sua cattura: completamente devastato e la cassaforte di colore verde aperta»

Milano, 7 giugno 2021 - Giovedì 10 giugno va in onda lo Speciale Non è l'Arena, “Abbattiamoli”: il reportage sulla mafia, firmato da Massimo Giletti. Il giornalista e conduttore televisivo ha rilasciato un'intervista a Moreno Pisto, direttore di MOW (mowmag.com), in cui anticipa ciò che i telespettatori vedranno giovedì sera in TV. Al magazine lifestyle di AM Network, Massimo Giletti preannuncia il lavoro giornalistico con cui si espone in prima persona e dove non lesina su nomi e cognomi, partendo dal labirinto costruito tra Trapani e Palermo, il cretto di Burri: «Perché più indaghi sui misteri della mafia, più ti ritrovi in un labirinto». E circa le indagini sul covo di Totò Riina: «abbiamo scoperto che dopo il suo arresto fu controllato solo per 7 ore», aggiungendo un anticipo dei contenuti inediti del reportage: «faremo vedere come fu ritrovato il covo 18 giorni dopo la sua cattura: completamente devastato e la cassaforte di colore verde aperta» e «faremo ascoltare le registrazioni dell’unico interrogatorio di Riina con il capo della procura di Caltanissetta, in cui ci sono dei passaggi molto forti sui servizi segreti», «in un audio faccio sentire Riina che si lascia scappare “al governo mi hanno chiesto i morti”. 

Mi hanno chiesto, “chi”?». Nella lunga intervista concessa a mowmag, Massimo Giletti racconta anche l'impegno personale e il rapporto con il giudice Giovanni Falcone, conosciuto ai tempi della famosa trasmissione Mixer. E il giornalista annuncia anche approfondimenti su alcuni punti oscuri del passato, come ad esempio la mancata cattura di Bernardo Provenzano: «a condurli nel casolare dove si nascondeva fu il mafioso Luigi Ilardo, che poco dopo fu ammazzato. E io lì, per la prima volta, ci porto sua figlia Luana che si commuove e si chiede: perché i Ros non sono intervenuti?», dettagliando infine al direttore di MOW, le domande che non hanno ancora risposta: «Parliamoci chiaro, per anni c’è stata una parte dello Stato che non ha fatto lo Stato, Perché non lo ha fatto?»

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