“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Lavoro e occupazione: male l'occupazione, il Mezzogiorno registra il calo più contenuto

Istat. Nel secondo trimestre 2021 l’occupazione torna a crescere (+523 mila rispetto al secondo trimestre 2020, +2,3%), dopo cinque trimestri di progressivo calo, in un contesto di generale riattivazione del mercato del lavoro. All’aumento del numero di occupati si associa, infatti, quello dei disoccupati (+514 mila) e la forte riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-1 milione 253 mila), intensamente cresciuti a seguito dell’emergenza sanitaria con la chiusura di molte attività e la limitazione negli spostamenti. 

13 sett 2021 - La ripresa occupazionale osservata rispetto al secondo trimestre 2020 – che ha rappresentato il picco negativo (1,2 milioni di occupati in meno nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso trimestre del 2019) – ha coinvolto di più coloro che per primi avevano subito gli effetti della pandemia: occupati nei servizi e lavoratori a termine, con maggiori ripercussioni per giovani, donne e stranieri. L’occupazione rimane tuttavia ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, con 678 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2019 (Figura 1); in particolare, le donne occupate sono 370 mila in meno (-3,7% rispetto a -2,3% degli uomini) e il tasso di occupazione femminile, al 49,3%, è ancora inferiore di 1,4 punti (-1 punto, al 67,1%, per gli uomini). La crescita dell’occupazione giovanile nel secondo trimestre 2021 è stata particolarmente sostenuta, ma non è riuscita a compensare il forte calo del 2020: tra i 15-34enni gli occupati sono ancora 199 mila in meno rispetto al secondo trimestre 2019 (-3,8%). 

Se si osservano i tassi, al fine di tener conto anche della dinamica della popolazione, si conferma la crescita occupazionale più marcata per i 15-34enni (dal 38,1% del secondo 2020 al 40,8% del secondo 2021) e i 35-49enni  nonostante il numero di occupati sia ancora inferiore a quello del secondo trimestre 2019 di oltre mezzo milione (-5,7%)  mostrano un tasso di occupazione non troppo distante da quello pre-crisi (73,4% rispetto a 74,2%); infine anche tra i 50-64enni il tasso di occupazione (60,1%) è ancora di 1,2 punti inferiore al livello del 2019, sebbene il numero di occupati sia addirittura superiore (+66 mila, +0,8%). 

In confronto al periodo precedente l’inizio della pandemia, nel Nord il livello di occupazione è ancora inferiore di 336 mila unità (-2,7% rispetto al secondo trimestre 2019), nel Centro di 162 mila (-3,2%) e nel Mezzogiorno di 180 mila (-2,9%). In termini di tasso, tuttavia, per effetto della diversa dinamica della popolazione residente in età lavorativa nelle tre ripartizioni, è la condizione del Mezzogiorno ad apparire migliore, registrando il calo più contenuto nel 2020 e la crescita più marcata nel secondo 2021: il livello dell’indicatore, 44,8%, è di 0,5 punti inferiore a quello del secondo trimestre 2019, a fronte di una distanza di 1,7 punti nel Nord (dove è comunque al 66,5%) e di 1,5 punti nel Centro (62,5%). | 18 

La ripresa occupazionale tra gli stranieri, particolarmente intensa (+4,4% occupati rispetto a +2,1% degli italiani), ha prodotto solo un parziale recupero di quanto perso nel 2020: il gap con il secondo trimestre 2019 in termini di occupati rimane decisamente più ampio di quello degli italiani (-7,7% rispetto a -2,3%). Il tasso di occupazione conferma il deciso peggioramento della condizione degli stranieri; si attesta infatti al 57,3%, un valore di ben 4 punti percentuali al di sotto di quello del periodo pre-crisi e inferiore di 1 punto a quello degli italiani, per i quali la distanza con il tasso del secondo trimestre 2019 si riduce a -0,8 punti. L’aumento dell’occupazione che caratterizza il secondo trimestre 2021 riguarda esclusivamente il lavoro dipendente a tempo determinato, il più colpito all’inizio della pandemia; l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti risale al 16,8%, dopo aver toccato il 14% nel secondo 2020 (era il 17,2% nel secondo trimestre 2019). Il numero di dipendenti a tempo determinato è tuttavia ancora inferiore a quello del 2019 di 129 mila unità (-4,1%). 

I dipendenti a tempo indeterminato diminuiscono anche nel secondo trimestre 2021, seppur lievemente, registrando rispetto al 2019 un calo di 202 mila unità (-1,3%). Continuano a diminuire i lavoratori autonomi senza dipendenti che mostrano il gap più consistente con il periodo pre-crisi (- 273 mila rispetto al secondo trimestre 2019, -6,9%), immediatamente seguiti dagli autonomi con dipendenti il cui numero, nonostante la leggerissima ripresa nel secondo trimestre 2021, è ancora di 74 mila unità inferiore a quello del secondo trimestre 2019 (-5,3%).

Commenti