Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

Mafia, Piera Aiello: "Sconcerto per parole della prefetta di Agrigento"

Mafia, Aiello (Misto): Sconcerto per parole prefetta di Agrigento

23 sett 2021 - «Esprimiamo tutto il nostro sconcerto e la nostra indignazione per le affermazioni della prefetta di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, riportate nella relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre 2020». Lo dichiarano in una nota congiunta la deputata del gruppo Misto Piera Aiello, l’ex ministra della difesa Elisabetta Trenta, i testimoni di giustizia Ignazio Cutrò e Pino Masciari, l’avvocato e consulente della commissione Antimafia Rosario Scognamiglio, l’avvocato Roberto Catani e il segretario provinciale di Idv per Roma Nicola Cecchini. «In particolare la prefetta, nel descrivere il territorio della provincia di Agrigento, si lascia andare a giudizi sprezzanti e lesivi della dignità delle amministrazioni locali, definite "non sempre all'altezza dei complessi compiti e con apparati amministrativi caratterizzati da carenze di professionalità". Ma ancor più grave è il giudizio sulla cittadinanza, che non offrirebbe - a suo dire - “modelli positivi di reazione a gravi fenomeni".

Il rappresentante del governo sul territorio, la signora Prefetta Maria Rita Cocciufa, omette, ad esempio, di ricordare che la famiglia Cutrò ha fatto il proprio dovere fino in fondo, denunciando e testimoniando nei processi contro Cosa Nostra. Pertanto le affermazioni riportate nella relazione risultano quantomeno mistificatorie rispetto a una realtà che lotta quotidianamente per affrancarsi dal fenomeno mafioso. E offrono una ricostruzione storica, politica e sociale lontana dalla realtà. Suggeriamo al Prefetto di mettere in soffitta il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e di cominciare a leggere il libro che racconta la storia del testimone di giustizia Ignazio Cutrò e della sua famiglia. Quando lo Stato fa fatica a riconoscere il debito contratto con gli onesti non ci si può rammaricare di non godere di credibilità tra gli stessi. Non riconoscere le fatiche e l'onore di chi non si arrende alla prepotenza mafiosa è la principale causa del disorientamento dei cittadini. Quando si è soli nella lotta contro le mafia si è, agli occhi di Cosa Nostra, vulnerabili».

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