Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

Mafia, Piera Aiello: "Sconcerto per parole della prefetta di Agrigento"

Mafia, Aiello (Misto): Sconcerto per parole prefetta di Agrigento

23 sett 2021 - «Esprimiamo tutto il nostro sconcerto e la nostra indignazione per le affermazioni della prefetta di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, riportate nella relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre 2020». Lo dichiarano in una nota congiunta la deputata del gruppo Misto Piera Aiello, l’ex ministra della difesa Elisabetta Trenta, i testimoni di giustizia Ignazio Cutrò e Pino Masciari, l’avvocato e consulente della commissione Antimafia Rosario Scognamiglio, l’avvocato Roberto Catani e il segretario provinciale di Idv per Roma Nicola Cecchini. «In particolare la prefetta, nel descrivere il territorio della provincia di Agrigento, si lascia andare a giudizi sprezzanti e lesivi della dignità delle amministrazioni locali, definite "non sempre all'altezza dei complessi compiti e con apparati amministrativi caratterizzati da carenze di professionalità". Ma ancor più grave è il giudizio sulla cittadinanza, che non offrirebbe - a suo dire - “modelli positivi di reazione a gravi fenomeni".

Il rappresentante del governo sul territorio, la signora Prefetta Maria Rita Cocciufa, omette, ad esempio, di ricordare che la famiglia Cutrò ha fatto il proprio dovere fino in fondo, denunciando e testimoniando nei processi contro Cosa Nostra. Pertanto le affermazioni riportate nella relazione risultano quantomeno mistificatorie rispetto a una realtà che lotta quotidianamente per affrancarsi dal fenomeno mafioso. E offrono una ricostruzione storica, politica e sociale lontana dalla realtà. Suggeriamo al Prefetto di mettere in soffitta il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e di cominciare a leggere il libro che racconta la storia del testimone di giustizia Ignazio Cutrò e della sua famiglia. Quando lo Stato fa fatica a riconoscere il debito contratto con gli onesti non ci si può rammaricare di non godere di credibilità tra gli stessi. Non riconoscere le fatiche e l'onore di chi non si arrende alla prepotenza mafiosa è la principale causa del disorientamento dei cittadini. Quando si è soli nella lotta contro le mafia si è, agli occhi di Cosa Nostra, vulnerabili».

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