Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Arcigay: a Messina per le persone affette da HIV/AIDS ed Epatite C curarsi è molto complicato

Arcigay Makwan di Messina: l'emergenza pandemica da Covid_19 ostacola il percorso sanitario dei soggetti affetti da HIV/AIDS ed Epatite C, divenuto molto complicato. Al Policlinico Gaetano Martino di Messina, da sempre punto di riferimento per coloro che sono in cura per le suddette patologie, la strumentazione che processa la carica virale HIV è guasta e gli utenti, rimandati a data da stabilire, si vedono costretti ad effettuare l’esame presso altre strutture ospedaliere.

Messina, 27/01/2022 - Da qualche mese, a causa dell’emergenza pandemica, il percorso sanitario dei soggetti affetti da HIV/AIDS ed Epatite C è diventato molto complicato. Al A.O.U. Gaetano Martino di Messina, da sempre punto di riferimento per coloro che sono in cura per le suddette patologie, la strumentazione che processa la carica virale HIV è guasta e gli utenti, rimandati a data da stabilire, si vedono costretti ad effettuare l’esame presso altre strutture ospedaliere. Simile situazione si verifica, sempre presso lo stesso nosocomio, per i malati di Epatite C. E se ciò non bastasse, nelle farmacie cittadine, sempre più coinvolte nella lotta alla pandemia, non sono più disponibili i test rapidi per la diagnosi dell’infezione da HIV, o, nella rara ipotesi in cui si trovino, il loro costo di acquisto è lievitato.

Siamotuttiparte, con ciò sostenendo le richieste già formulate da Arcigay Makwan di Messina, preso atto della disponibilità dell’Azienda Ospedaliera alla risoluzione del problema nel più breve tempo possibile, della disponibilità degli altri centri ospedalieri cittadini a venire incontro alle esigenze dei pazienti, del supporto del CCA dell’ A.O.U. Gaetano Martino, di cui entrambe le associazioni fanno parte, certi della sensibilità che l’Ordine dei farmacisti cittadina saprà dimostrare chiede a tutti i soggetti coinvolti di adoperarsi affinché i pazienti tutti, e non solo quelli colpiti dal COVID, possano tornare ad accedere, presso qualunque struttura sanitaria da loro scelta, alle cure di cui hanno bisogno.

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