Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Libri e lettori: in Sicilia solo il 29,5% ha letto almeno un libro, in Sardegna il 40,7%, al Nord il 48,2%

Istruzione e territorio, i fattori che incidono sulla lettura Il livello di istruzione si conferma l’elemento determinante: legge libri il 72,8% dei laureati (75,0% nel 2015), il 49,1% dei diplomati e solo il 26,8% di chi possiede al più la licenza elementare. L’abitudine alla lettura continua ad essere più diffusa nelle regioni del Nord: ha letto almeno un libro il 48,2% delle persone residenti nel Nord-ovest, il 48,5% di quelle del Nord-est, il 44,3% delle regioni del Centro e il 29,2% dei residenti al Sud. Nelle Isole si conferma una realtà molto differenziata tra Sicilia (29,5%) e Sardegna (40,7%). 

7 feb 2022 - Rispetto al 2019 i lettori aumentano di 4 punti percentuali nel Lazio e di 3,7 punti in Sicilia. La tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante, legato in parte alla maggior presenza di librerie e biblioteche nei centri di grandi dimensioni: l’abitudine alla lettura è molto più diffusa nei Comuni centro dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (49,9%) mentre la quota scende al 35,6% nei Comuni con meno di 2mila abitanti. La lettura è fortemente influenzata dall’ambiente familiare: i bambini e i ragazzi sono certamente favoriti se i genitori hanno questa abitudine. Tra chi ha entrambi i genitori lettori è pari al 78,1% la quota di ragazzi di 6-18 anni che legge; si attesta al 64,5% se è solo la madre ad avere l’abitudine alla lettura e al 63,8% se è solo il padre. 

La percentuale di lettori di 6-18 anni scende, invece, al 36,3% se entrambi i genitori non sono lettori di libri. In aumento la lettura digitale, si riduce il divario tra Nord e Sud Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia il consumo di prodotti editoriali digitali. Nel 2020, 5 milioni 776mila persone hanno dichiarato di aver letto e-book e/o libri online (il 10,1% della popolazione di 6 anni e più, pari al 24,5% dei lettori); tale quota è in aumento significativo rispetto all’8,7% rilevato nel 2019. Se si aggiungono anche gli utenti regolari di Internet che dichiarano di avere scaricato dalla Rete tali prodotti digitali il numero sale a circa 7 milioni 951mila, ossia il 13,9% della popolazione di 6 anni e più (11,9% nel 2019). È pari, quindi, a circa 2 milioni 175mila la quota di quanti, pur non avendo letto e-book/libri on line nell’ultimo anno, dichiarano di averli scaricati dalla Rete, molto probabilmente per altri familiari o amici o per leggerli in seguito. Sono invece 21 milioni 221mila i lettori di libri cartacei (il 37,2% della popolazione di 6 anni e più, pari all’89,9% dei lettori), e circa un milione gli utilizzatori di audiolibri (l’1,8% della popolazione di 6 anni e più e il 4,2% dei lettori). 

L’utilizzo di tali dispositivi per la lettura, seppur ancora residuale, è più che raddoppiato negli ultimi 3 anni (riguardava lo 0,8% della popolazione nel 2018). Analizzando l’utilizzo esclusivo o combinato dei diversi dispositivi per la lettura, si osserva che quasi tre lettori su quattro (73,6%) hanno letto solo libri cartacei, il 9,4% solo e-book/libri on line mentre lo 0,3% ha ascoltato solo audiolibri. La quota di chi ha utilizzato diverse tipologie di supporto si attesta soltanto al 16,6%, a testimonianza del persistere di “abitudini forti” tra i lettori, che si polarizzano ancora prevalentemente sull’utilizzo esclusivo del cartaceo. La lettura di libri in formato digitale (in modo esclusivo o complementare a quella di libri cartacei) è più diffusa tra i giovani lettori di 15-34 anni e molto meno nelle fasce di età successive, quasi sparendo dopo i 75 anni. 

Viceversa, la lettura esclusiva di libri cartacei è più diffusa tra i bambini fino a 10 anni, diminuisce a partire dalla fascia di età successiva per poi crescere nuovamente tra gli over 44. La lettura esclusiva di libri cartacei è più elevata tra le donne (75,3% contro il 71,3% degli uomini), mentre quella di e-book/libri online è maggiore tra gli uomini (12,2% contro il 7,3% delle lettrici). Tali differenze di genere sono più marcate nelle fasce di età centrali, meno nelle altre. Considerando l’accesso ai libri in formato digitale, pur confermandosi il digital divide territoriale osservato negli anni precedenti (Nord 11,7% contro 8,2% del Mezzogiorno) nel 2020 tale tendenza si attenua grazie alla crescita significativa dell’utilizzo del digitale nel Mezzogiorno (+2,2 punti percentuali), in particolare di chi fa un uso esclusivo di e-book/libri online (+3 punti percentuali). 

La lettura di e-book/libri on line si conferma, infine, più diffusa nei Comuni centro delle aree metropolitane (13%), rispetto ai Piccoli centri (7,9% nei Comuni fino ai 2mila abitanti).

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