Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

8 marzo, Giornata delle donne in fuga dalla guerra

In occasione della «Giornata internazionale della donna» rivolgiamo il pensiero alle donne dell’Ucraina in fuga dagli orrori della guerra. Donne in fuga per mettere in salvo bambini e anziani, per sfuggire alla morte. Se in molte parti del mondo le donne sono tuttora oggetto di discriminazioni e violenza, in Ucraina madri, bambine e nonne stanno vivendo gli orrori di una guerra che credevamo archiviata per sempre nei libri di storia, impossibile da tornare. E invece torna.

8 marzo 2022 - Quest’anno la «Giornata internazionale della donna» ha altri argomenti ‘cogenti’ da anteporre a discriminazioni e violenze subite, a disparità e conquiste sociali e politiche, per poi metterli insieme. È la guerra in Ucraina che vede le donne tristemente in fuga per mettere in salvo bambini e anziani, per sfuggire alla morte. Se in molte parti del mondo le donne sono tuttora oggetto di discriminazioni e violenza, in Ucraina le donne stanno vivendo gli orrori di una guerra che l’Europa e gli europei credevano ormai archiviata nei libri di storia, impossibile da tornare. E invece torna. Incredibilmente torna. E mettendo in fuga donne e bambini ci mostra da un’angolazione dalla quale nel mondo occidentale europeo avevamo smesso di guardare, quanto le donne siano sempre protagoniste della quotidianità e della storia.

A queste donne che ‘dignitosamente’ fuggono, con il dolore, la paura, i figli e le masserizie al seguito, non viene riconosciuto abbastanza il diritto di piangere, di gridare, di imprecare. E vanno via con ogni mezzo, in treno, in pullman, in aereo o a piedi verso un destino ‘impervio’ e doloroso. Sono le mogli, le madri, le ragazze e le nonne della guerra, le donne che guardavano il mondo con ben altre speranze, con altre preoccupazioni, non certamente quelle della guerra, delle bombe e della sopraffazione.

La sopraffazione e il disprezzo

E invece proprio quella, la sopraffazione, non cessa mai di travisarsi, con le sue molte facce, con le sue imprevedibili trasformazioni. La sopraffazione, contrario di tolleranza, sinonimo di potere, di disprezzo e sfacelo delle leggi. La sopraffazione, negazione di eticità, acme di brutalità e di istinto predatorio, vocazione a distruggere. La sopraffazione, esaltazione e disprezzo dell’individuo e della libertà, capriccio di uno o più «stronzi».

Una mimosa per la Pace

Dire «Festa» perciò sarebbe dolorosamente inappropriato, ma sia questa «Giornata internazionale della donna» occasione di solidarietà, di preghiera per la pace, di condanna dei prepotenti. Occasione di concreta vicinanza a queste donne in fuga, a quei bambini da salvare e da crescere. Perché, se alla base della lotta delle donne (e della società) c’è il raggiungimento della effettiva parità di genere, oggi è il «genere umano» a prendere le distanze dal «genere disumano», dal «genere dei malvagi», dei «sopraffattori», di chi del sangue umano ha bisogno di nutrirsi per sentirsi ‘demoniacamente’ vivo e potente.

Il simbolo della «mimosa» in questa Giornata sia simbolo di solidarietà e di pace.

Quel grappolo di giallo paglierino
apre la strada al pesco e al biancospino,
smorza il grigiore triste dell’inverno,
rimette a posto il sole il Padreterno.

Quel fiore giallo è simbolo di luce,
colore che rallegra e che seduce,
ispira forza e buona volontà,
la fantasia e la creatività.

E mette buonumore ed energia,
vitalità, buonsenso ed ironia,
perché ogni donna è unica e speciale,
è proprio una figura universale.

La «Festa della donna» è la Giornata
in cui ogni donna viene festeggiata,
giornata dell’orgoglio femminile,
perché un Paese non è mai civile
se non c’è l’uguaglianza sostanziale:
«Giornata della Donna», festa internazionale.

È la Giornata della gialla mimosa
che porta in sé un’eredità preziosa,
e la mimosa è come una bandiera
che sventola nel cielo a primavera
è un ramoscello che sa di memoria,
un ramoscello entrato nella la storia.

Questa Giornata tutta al femminile
è un’occasione di lotta civile.

Mimmo Mòllica ©

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Link alle «Filastrocche per la Giornata della Donna» di Mimmo Mòllica

Illustrazione di Elf-Moondance

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