“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Caso Chiofalo: a Barcellona P.G. trovate importanti tracce sulla sua scomparsa

Barcellona P.G. Caso Chiofalo, continuano i sopralluoghi dei Carabinieri Nel corso delle ultime ore. I Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, stanno operando, su delega della Procura numerosi sopralluoghi tecnici nell’area boschiva e montana nella parte più alta della città del Longano, luogo ove, nel 2016, sono state trovate importanti tracce sulla scomparsa di Salvatore Chiofalo. 

Barcellona P.G. (ME), 8 nov 2022 - I Carabinieri infatti, stanno ricostruendo, anche con l’utilizzo di tecnologie più avanzate come il tele-rilevamento mediante l’utilizzo di droni e sopralluoghi effettuati mediante il sorvolo, operato dal 12°Nucleo Elicotteri di Catania, gli ultimi spostamenti del Chiofalo. Il cerchio dunque, si sta stringendo sulle montagne di Barcellona Pozzo di Gotto, ove nell’Aprile 2021, in località Fondacarso, è stato rinvenuto un teschio di certa provenienza umana. Proprio in questi giorni il Carabinieri del RIS di Messina stanno concludendo gli ultimi esami di laboratorio per estrare il DNA e confrontarlo con il patrimonio genetico dei parenti dello scomparso. Le indagini dunque, sono state riaperte grazie “all’apporto di nuovi elementi investigativi” e già risultano indagate varie persone per l’uccisione e la soppressione del cadavere del Chiofalo. 

 Nei prossimi giorni, il Procuratore della Procura di Barcellona P.G. Giuseppe Adornato, insieme agli altri PM che stanno curando l’indagine sull’omicidio di Salvatore Chiofalo, si recheranno sui luoghi chiave relativi alla scomparsa del giovane barcellonese, avvenuta nel 2016, all’età di 32 anni. La decisione è scaturita dalla necessità di chiarire gli ultimi spostamenti del Chiofalo, la cui autovettura era stata ritrovata in fiamme, alla luce dei nuovi elementi emersi e per i quali è stato riaperto il fascicolo. Infatti, la giusta ricostruzione delle ultime ore dello scomparso potrebbe riaprire scenari investigativi finora inesplorati. Per tale occasione, i Carabinieri dispiegheranno anche lo Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia, con sede in Sigonella, unità dell’Arma a elevata specializzazione in grado di supportare i Reparti territoriali su terreni impervi e di difficile accessibilità, agendo in simbiosi con elicotteri, e che in passato si è reso protagonista di importanti operazioni di servizio, anche riguardanti l’arresto di pericolosi latitanti rintracciati in zone montuose. 

L’area interessata, compresa tra le frazioni di Gala, Migliardo, Maloto e Fondacarso, sarà dunque battuta metro per metro dai Carabinieri dello Squadrone, muniti della loro speciale strumentazione ed equipaggiamento, e che opererà in sinergia con i militari della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto. In questi giorni si è anche proceduto a sottoporre a nuovo esame, mediante applicativi di nuova generazione, tutti i file delle telecamere di video sorveglianza presenti nelle immediate vicinanze dei luoghi interessati dalla sparizione, acquisiti all’epoca del fatto ma anche di quelli nelle vicinanze dei luoghi abitualmente frequentati dai principali indiziati al fine di verificare gli alibi da essi forniti.

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