Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

«Scunucchiàri p’a Mmaculàta», un modo di dire lavorato al cesello

«Scunucchiàri p'a Mmaculàta», un modo di dire non proprio elegantissimo, riferito all’Immacolata e a quella profonda devozione che si esprime con una preghiera sofferta e dolente nell’espressione di bigotti/e oranti che sembrano piegarsi dolorosamente e con strazio ai piedi della Vergine Maria. “Ohimè dolente!, misera e infelice”. In Sicilia un modo di dire sarcastico ma arguto per scolpire la dolentissima espressione del/lla santocchio/a.


9 dic 2022 - L’8 dicembre è la ricorrenza dell’Immacolata Concezione, la Beata Vergine Maria senza macchia e senza peccato, fonte di consolazione e speranza per l'umanità. Si festeggia Maria, nata senza peccato, la creatura più vicina agli esseri umani e a Dio, vita che trabocca di luce. In Sicilia è molto sentito il culto di “Maria piena di grazia e benedetta tra le donne”, intensa e tenera è la devozione alla Madre di Dio, molto stretto è il legame tra la Sicilia e l'Immacolata Concezione. Durante la peste del 1624, che fece migliaia di vittime, l'intercessione dell'Immacolata e di Santa Rosalia salvarono la città.

Un modo di dire non proprio elegantissimo

Ma c’è un modo di dire non proprio elegantissimo che fa riferimento all’Immacolata e a quella profonda devozione che si esprime con una preghiera sofferta, straziante, dolente nell’espressione di donne e oranti (in particolare) che sembrano davvero piegarsi dolorosamente e con strazio ai piedi della Madonna Vergine Maria, fonte di consolazione e speranza.
E nei confronti delle bigotte che platealmente appaiono (o si mostrano) modello “ohimè dolente!, misera e infelice”, in Sicilia c’è un modo di dire ‘crudelissimo’, sarcastico ma arguto, chiarificatore ed esplicativo. Un modo di dire lavorato al cesello per scolpire, descrivere o cantare la dolentissima espressione del/lla santocchio/a, del/lla bigotto/a, dell’uomo o donna dabbene, santocchio ma non necessariamente Cristiano (parodiando Goldoni).

«Scunucchiàri p’a Mmaculàta»

«Scunucchiàri p’a Mmaculàta» (sconocchiare per l’Immacolata): letteralmente uscire di conocchia, ovvero il pennecchio avvolto alla rocca per filare. 
«Chidda pari chi scunocchia p'a Mmaculàta!»: quella là sembra che sconocchi per l’Immacolata.
In effetti «sconocchiato» è chi è allo stremo delle forze, stremato al punto da traballare, al limite del sostentamento. Sconocchiato, debole da fare slegare le membra, al limite dello svenimento. Scunucchiàti sono la sedia o tavolo traballanti, che rischiano di crollare sotto il proprio peso.
La conocchia, o rocca, è l’antico strumento adoperato, in coppia col fuso, per la filatura delle fibre tessili.

m.m.
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Immagine da https://pacedelcuoreduepuntozero.wordpress.com

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