Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

«Lontano lontano si fanno la guerra», l'ironico testamento di Franco Fortini

Franco Fortini, poeta e critico marxista, pubblicò questa poesia nella sua ultima raccolta poetica Composita solvantur, nel febbraio del 1994 (Einaudi, 81 pagine). "Lontano lontano si fanno la guerra./ Il sangue degli altri si sparge per terra./ Io questa mattina mi sono ferito/ a un gambo di rosa, pungendomi un dito..." 

5/01/2023 - E' l'ironico e commosso testamento di un poeta: Franco Fortini, nato a Firenze il 10 settembre 1917, infatti, cessava di vivere a Milano il 28 novembre 1994, qualche mese dopo la pubblicazione di «Lontano Lontano». Fortini scrisse pure testi per canzoni, tra le quali riocrdiamo i versi iniziali dell'incipit di Domenica e lunedì di Angelo Branduardi, suo allievo al liceo. Ed ancora una versione de L'Internazionale e Quella cosa in Lombardia di Enzo Jannacci. A partire dal 1936 pubblica prose e versi sulla Gazzetta, quotidiano fascista della Calabria e della Sicilia, e "Il giuoco del Barone", variante del "Giuoco dell'oca".
Soggiornando in Sicilia, nel 1938, scrive il racconto 'La morte del cherubino di stucco', pubblicato nel 1941 come omaggio allo scultore siciliano Giacomo Serpotta. Nella primavera 1986 si reca a Palermo per il premio Mondello. Qua era già stato nel 1938 per un convegno del Gruppo universitario, in cui le autorità fasciste dovettero intervenire per sedare il tumulto creato dai suoi interventi. Proprio i littoriali palermitani segneranno la svolta, sentendosi egli accomunato ai giovani là conosciuti dalla vocazione antifascista e dalla maturazione intellettuale: «Avevo ventuno anni e le cose mi si chiarirono una volta per tutte».
A Palermo...

Lontano lontano

Lontano lontano si fanno la guerra.
Il sangue degli altri si sparge per terra.

Io questa mattina mi sono ferito
a un gambo di rosa, pungendomi un dito.

Succhiando quel dito, pensavo alla guerra.
Oh povera gente, che triste è la terra!

Non posso giovare, non posso parlare,
non posso partire per cielo o per mare.

E se anche potessi, o genti indifese,
ho l’arabo nullo! Ho scarso l’inglese!

Potrei sotto il capo dei corpi riversi
posare un mio fitto volume di versi?

Non credo. Cessiamo la mesta ironia.
Mettiamo una maglia, che il sole va via.

 Franco Fortini 

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