Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

«Lontano lontano si fanno la guerra», l'ironico testamento di Franco Fortini

Franco Fortini, poeta e critico marxista, pubblicò questa poesia nella sua ultima raccolta poetica Composita solvantur, nel febbraio del 1994 (Einaudi, 81 pagine). "Lontano lontano si fanno la guerra./ Il sangue degli altri si sparge per terra./ Io questa mattina mi sono ferito/ a un gambo di rosa, pungendomi un dito..." 

5/01/2023 - E' l'ironico e commosso testamento di un poeta: Franco Fortini, nato a Firenze il 10 settembre 1917, infatti, cessava di vivere a Milano il 28 novembre 1994, qualche mese dopo la pubblicazione di «Lontano Lontano». Fortini scrisse pure testi per canzoni, tra le quali riocrdiamo i versi iniziali dell'incipit di Domenica e lunedì di Angelo Branduardi, suo allievo al liceo. Ed ancora una versione de L'Internazionale e Quella cosa in Lombardia di Enzo Jannacci. A partire dal 1936 pubblica prose e versi sulla Gazzetta, quotidiano fascista della Calabria e della Sicilia, e "Il giuoco del Barone", variante del "Giuoco dell'oca".
Soggiornando in Sicilia, nel 1938, scrive il racconto 'La morte del cherubino di stucco', pubblicato nel 1941 come omaggio allo scultore siciliano Giacomo Serpotta. Nella primavera 1986 si reca a Palermo per il premio Mondello. Qua era già stato nel 1938 per un convegno del Gruppo universitario, in cui le autorità fasciste dovettero intervenire per sedare il tumulto creato dai suoi interventi. Proprio i littoriali palermitani segneranno la svolta, sentendosi egli accomunato ai giovani là conosciuti dalla vocazione antifascista e dalla maturazione intellettuale: «Avevo ventuno anni e le cose mi si chiarirono una volta per tutte».
A Palermo...

Lontano lontano

Lontano lontano si fanno la guerra.
Il sangue degli altri si sparge per terra.

Io questa mattina mi sono ferito
a un gambo di rosa, pungendomi un dito.

Succhiando quel dito, pensavo alla guerra.
Oh povera gente, che triste è la terra!

Non posso giovare, non posso parlare,
non posso partire per cielo o per mare.

E se anche potessi, o genti indifese,
ho l’arabo nullo! Ho scarso l’inglese!

Potrei sotto il capo dei corpi riversi
posare un mio fitto volume di versi?

Non credo. Cessiamo la mesta ironia.
Mettiamo una maglia, che il sole va via.

 Franco Fortini 

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