Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Lavoro: occupazione giovanile (25-34 anni), occupati 8 giovani su 10 nel Centro-Nord, solo 5 nel Mezzogiorno

Istat, Rapporto annuale 2023. L’edizione 2023 del Rapporto intende fornire una base informativa e di analisi ampia e rigorosa non solo per misurarsi con la complessità del presente, dovuta al susseguirsi di crisi a livello internazionale e nazionale, ma anche per progettare una nuova fase di sviluppo sostenibile e inclusivo. 

7 lug 2023 - Il Rapporto focalizza l’attenzione sulle conseguenze dell’evoluzione demografica con particolare riferimento al mercato del lavoro, sul ruolo del capitale umano come fattore di inclusione e sviluppo, sulle criticità ambientali e le sfide della transizione ecologica, sulla capacità di innovazione e resilienza del sistema delle imprese. Il PNRR offre l’opportunità di valorizzare il ruolo centrale dei giovani, del sistema produttivo e della società civile come protagonisti attivi del cambiamento. Tra gli elementi innovativi di questa edizione del Rapporto si segnalano i focus di approfondimento tesi ad evidenziare aspetti di rilievo legati all'ampliamento dei divari territoriali e ai confronti inter-generazionali e di genere.

L’ITALIA TRA EREDITÀ DEL PASSATO E INVESTIMENTI PER IL FUTURO

Terminato nel primo trimestre 2022 lo stato di emergenza sanitaria nazionale, nel corso

dell’anno sono emersi nuovi elementi di criticità. Il forte rincaro dei prezzi dell’energia e

delle materie prime, accentuato dal conflitto in Ucraina, ha condizionato l’evoluzione

dell’economia, con rilevanti aumenti dei costi di produzione per le imprese e dei prezzi al

consumo per le famiglie. Nonostante l’attenuarsi della fase più critica della crisi energetica,

nel primo trimestre 2023, l’andamento dell’inflazione condizionerà l’evoluzione dei consumi

e dei salari reali nel prossimo futuro. Non mancano, tuttavia, segnali favorevoli.


La performance di Sud e Isole è risultata piuttosto modesta

A livello territoriale, il Pil è cresciuto nel 2022 in misura più elevata nel Nord-est (+4,2 per cento) e

nel Centro (4,1 per cento) mentre la crescita e stata più moderata nel Mezzogiorno (+3,5 per cento)

e nel Nord-ovest (+3,1 per cento).

 La pandemia ha avuto un impatto negativo soprattutto sul sistema produttivo del Centro-Nord, ma

la performance di Sud e Isole nello stesso periodo è risultata comunque piuttosto modesta. Nel

2021 il differenziale di Pil del Mezzogiorno con il resto del Paese è tornato vicino ai valori più

elevati toccati nel 2019 (-14,9mila euro).


Occupazione giovanile 

Per quanto riguarda l’occupazione giovanile (25-34 anni) risultano occupati nel 2022 quasi 8

giovani su 10 nel Centro-Nord a fronte dei 5 circa nel Mezzogiorno. 

Commenti