Pesce liocorno: a Milazzo un pesce raro che "sembra uscito dalla mitologia"

Straordinario spiaggiamento di un rarissimo Pesce liocorno (Lophotus lacepede) a Milazzo. Un pesce raro che "sembra uscito direttamente dalla mitologia" è stato ritrovato sulle coste siciliane. Nel momento in cui è arrivato a riva, ha rilasciato un liquido denso da una sacca sul suo corpo, un comportamento difensivo che ricorda quello dei cefalopodi 15/02/2026 - Una rara e impressionante creatura marina abissale è stata recentemente ritrovata spiaggiata sulle coste della Sicilia, suscitando l'interesse di scienziati e residenti. Lo spiaggiamento è avvenuto sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela Milazzo, proprio davanti al mio centro immersioni (il Capo Milazzo Diving Center). Si tratta del cosiddetto pesce lacepede (Lophotus lacepede) detto anche liocorno, una specie che raramente compare nel Mediterraneo e che assomiglia più a una creatura mitologica che a un pesce comune. L'animale è stato avvistato giovedì sulla spiaggia di Milazzo. Secondo il biologo C...

Carne coltivata, un freno all’innovazione e allo sviluppo sostenibile

Carne coltivata, Essere Animali: il divieto del governo italiano è un freno all’innovazione e allo sviluppo sostenibile. L’approvazione finale della Camera dei Deputati del disegno di legge presentato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sancisce il divieto di produzione e commercializzazione di carne coltivata e le restrizioni sulle denominazioni delle alternative vegetali alla carne. La legge prevede sanzioni da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione.

Milano, 16 novembre 2023 - Dopo un acceso dibattito in aula l’Italia ha ufficialmente approvato il disegno di legge che prevede il divieto di produzione e vendita di carne coltivata e l’uso di termini che ricordano i prodotti animali, come “salame” o “bistecca”, per i prodotti vegetali. Essere Animali esprime ancora una volta profonda preoccupazione per una decisione che frena ingiustamente un settore — quello delle proteine alternative — che ha un doppio vantaggio: da un lato, non contribuisce all’allevamento intensivo di animali, e dall’altro, gioca un ruolo importante nel ridurre le emissioni di gas climalteranti generate dal settore alimentare. 

Nel caso della carne coltivata nello specifico, questa misura avrà il grave effetto negativo di rendere impossibile lo sviluppo di aziende italiane in un settore potenzialmente in grande crescita, capace di creare posti di lavoro e indotto economico. Inoltre spingerà alla fuga ricercatori e ricercatrici italiani interessati a lavorare in questo settore. Infine, limiterà la libera competizione nel mercato e la libera scelta di cittadine e cittadini di mangiare ciò che desiderano. Un sondaggio condotto tra i consumatori italiani rivela infatti che il 55% è interessato all’acquisto di carne coltivata, mentre il 75% crede che sia necessario ridurre il consumo di carne convenzionale.

Per quanto riguarda invece l’impatto sull’ambiente, studi peer-reviewed — a differenza di quello non ancora soggetto a revisione paritaria che è spesso citato per osteggiare la carne coltivata — dimostrano che la carne a base cellulare potrebbe ridurre, in confronto alla carne bovina convenzionale, le emissioni fino al 92%. Potrebbe inoltre tagliare fino al 94% l’inquinamento atmosferico associato alla produzione di carne e fino al 90% l’utilizzo di terreni. 

Nel caso delle limitazioni all’etichettatura dei prodotti a base vegetale — che non potranno evocare nomenclature legate agli alimenti di origine animale —, questo provvedimento danneggia ancora una volta le aziende italiane che producono cibi consumati regolarmente da un italiano su due. Secondo le ricerche di settore, l’Italia è il terzo mercato in Europa per quanto riguarda i prodotti a base vegetale, con un aumento delle vendite del 21% tra il 2020 e il 2022 e un giro d’affari che supera i 680 milioni di euro.

Nel mese di ottobre l’Italia ha ufficialmente ritirato la notifica TRIS di questo disegno di legge alla Commissione europea, una procedura prevista per tutte le norme che possono limitare il libero commercio delle merci. Questo ritiro aveva lo scopo di evitare una probabile bocciatura, che ne avrebbe frenato o rallentato notevolmente i lavori. Secondo la giurisprudenza una disposizione nazionale non notificata può però essere considerata inapplicabile, e inoltre la Commissione potrebbe perfino aprire una procedura di infrazione verso l’Italia. E per questo motivo persino il Quirinale ha espresso dei dubbi e potrebbe non controfirmare il disegno di legge.

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