Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Siciliacque: Nel bel mezzo della più pesante crisi idrica degli ultimi vent’anni con turni che vanno oltre le 13 ore

Siciliacque, Federenergia Cisal: “Nessuna risposta dall’azienda, pronti allo sciopero”. Nel bel mezzo della più pesante crisi idrica degli ultimi vent’anni Siciliacque pensa di poter garantire i servizi con un personale ridotto all’osso, facendo un massiccio e non più accettabile ricorso agli straordinari, con turni che spesso vanno oltre le 13 ore giornaliere.

Palermo, 20 novembre 2024 – “La pazienza dei lavoratori è finita: convocata in Prefettura a Palermo, Siciliacque non ha fornito risposte
a nessuna delle legittime rivendicazioni avanzate da Federenergia Cisal e la conseguenza non potrà che essere la continuazione della nostra protesta con la proclamazione dello sciopero per l’inizio di dicembre”. Lo dice Raffaele Loddo di Federenergia Cisal, in seguito
alla convocazione in Prefettura, a Palermo, tenutasi ieri.

“Nel bel mezzo della più pesante crisi idrica degli ultimi vent’anni –
spiega Loddo – Siciliacque pensa di poter garantire i servizi con un
personale ridotto all’osso, facendo un massiccio e non più accettabile
ricorso agli straordinari, con turni che spesso vanno oltre le 13 ore
giornaliere e reperibilità che superano in alcuni le casi le 12
giornate al mese. 

Da anni attendiamo l'automazione, a questo si
aggiunga il concreto rischio di non rinnovare gli interinali, la
mortificazione delle professionalità e una nuova struttura aziendale
che riteniamo inefficace. Se Siciliacque pensa di poter andare avanti
con carichi di lavoro insostenibili, si sbaglia di grosso: siamo
pronti a incrociare le braccia”.

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