Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

SANITA’, BIMBA DI GELA MORTA A 5 MESI; RUSSO: “ACCERTEREMO LA VERITA’”

Palermo, 28 dicembre 2009 – “Sono profondamente addolorato e voglio testimoniare la mia vicinanza ai genitori della piccola Mariagrazia. Su questa vicenda andremo fino in fondo per capire esattamente cosa è successo, non solo per accertare eventuali responsabilità ma anche per evitare che simili tragedie possano verificarsi in futuro”.
Lo afferma l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo che ha già avviato una indagine interna per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di una bambina di cinque mesi ricoverata all’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela in seguito a un rigurgito.
“Dovremo innanzitutto capire se si sono verificati errori di sistema oppure se siamo di fronte a comportamenti negligenti – ha aggiunto Russo -. Sul caso è in corso una indagine della magistratura con cui intendiamo collaborare per accertare la verità dei fatti. Non voglio né confermare né smentire le tesi finora avanzate senza prima avere elementi chiari di valutazione. Purtroppo invece, ancora una volta, come era già avvenuto per la morte di un giovane a Mazzarino, c’è chi si è subito preoccupato di rilasciare dichiarazioni avventate e, ovviamente a titolo personale, pur senza una chiara visione dell’accaduto, con il risultato di condizionare pesantemente l’opinione pubblica con tesi tutte da dimostrare. Ci sono tante domande alle quali bisognerà dare una risposta: quali erano le reali condizioni della piccola fin dai primi soccorsi? Quali cure sono state prestate in ospedale a Gela? Le condizioni di salute della bambina imponevano il trasferimento a Palermo? Il servizio del 118 ha operato aderendo correttamente ai protocolli? Sono state determinanti le cattive condizioni meteo? L’asserito ritardo nel trasporto ha influito sull’esito delle cure? L’esame delle cartelle cliniche e delle registrazioni potrà fare chiarezza, solo allora saremo in grado di chiarire i contorni di una vicenda drammatica”.

Guido Monastra

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