Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

GOOGLE E VANCOUVER 2010: LA MORTE DI KUMARITASHVILI IN PRIMA PAGINA, MENTRE LE GARE CONTINUANO

13-02-2010 – Google maestra di democrazia nel web e nella comunicazione. E vale più di tante parole, molto più di mille articoli l’immagine da stamattina riprodotta in prima pagina da Google per un atto delicatissimo e toccante di cordoglio per
la morte del discesista georgiano Nodar Kumaritashvili, deceduto per un incidente in pista, appena in apertura dei giochi di Vancouver 2010. Un discesista in un campo dalle tinte cromaticamente 'spente', macchiato da 10 gocce di sangue di forma perfettamente sferica, come nella leggendaria prima prova di Giotto. C'è modo e modo di trasmettere emozioni e indurre alla riflessione: quello di Google, oggi, è indubbiamente un modo che tocca le coscienze.

''Non e' colpa della pista e il programma va avanti''. La FIL, federazione internazionale dello slittino, non ritiene che la morte di Nodar Kumaritashvili sia da imputarsi a carenze della pista, sebbene in diretta, il commentatore della Rai abbia fatto notare come in quel tratto non vi siano protezioni.
''I tecnici della FIL hanno ricostruito la traiettoria dell'atleta e hanno concluso che non ci sono indicazioni secondo cui l'incidente possa essere stato provocato da carenze della pista'', si legge in una nota della FIL.
 La morte di Kumaritashvili, vittima di un terribile impatto contro le strutture metalliche di delimitazione è stata vista in diretta, e l'impressione che s'è avuta non è certo quella espressa dalla Federazione internazionale dello slittino (FIL). Piuttosto è sembrato che la mancanza di protezioni faccia parte delle 'caratteristiche' dell'impianto di Whistler che da oggi ospiterà le prime gare olimpiche. Se così non fosse stato, non ci sarebbe stato alcun bisogno di prevedere la modifica prevista (ovvero il rialzo) delle protezioni all'uscita della "curva della morte".

"I tecnici della FIL hanno ricostruito la traiettoria dell'atleta e hanno concluso che non ci siano indicazioni secondo cui l'incidente sia stato provocato da carenze della pista", si legge in una nota dell'ente che regola l'attività della disciplina. Secondo i primi rilievi effettuati, "l'atleta e' arrivato in ritardo alla curva 15 e non e' riuscito a compensare adeguatamente per entrare nella curva 16. Sebbene abbia provato a correggere il problema, ha perso il controllo del suo attrezzo provocando l'incidente".
_________________
OLIMPIADI DI VANCOUVER, DA OGGI 100 ORE DI DIRETTA RAI

Ultimora- GOOGLE E VANCOUVER 2010: LA MORTE DI KUMARITASHVILI IN PRIMA PAGINA, MENTRE LE GARE CONTINUANO
VANCOUVER 2010, IN DIRETTA LA MORTE DEL DISCESISTA NODAR KUMARITASHVILI
OLIMPIADI E PARALIMPIADI, LA SQUADRA RAISPORT PER LE OLIMPIADI

Commenti

  1. Spero vivamente che l'accaduto non venga archiviato nel modo indecente ed incredibile in cui stanno cercando di procedere le autorità, la sicurezza di quel tratto andava tutelata in maniera più responsabile. Pare ovvio, ad ogni modo, che la morte di un ragazzino, di un atleta (che nonostante la sua esperienza, alle olimpiadi, si è classificato), non può bloccare un "colosso" come le Olimpiadi, nemmeno per un attimo di seria e doverosa riflessione..

    RispondiElimina
  2. Scusate forse sbaglio la pericolosità di alcuni sport dovrebbe essere più chiara.
    E ovvio che l'innaturale velocita o forza a cui il corpo umano viene sottoposto in certi sport provochi l'irreparabile.
    Auto a trecento l'ora.
    Sci a centotrenta.
    Slittino a centocinquanta.
    Siamo fragili e le varie tecnologie ce lo fanno dimenticare.
    Dispiace per l'atleta ma non meravigliatevene e solo e semplicemente naturale.

    RispondiElimina
  3. se il regolamento dice che la pista è sicura , è da cambiare il regolamento . Non si può morire così , sopratutto nella nostra era.

    RispondiElimina
  4. Tanta tecnologia e tanti "cervelloni" non hanno saputo Prevenire questo tragico evento. Forse qualcuno dovrebbe vergognarsi per quello che è accaduto. Ma come si fà a non mettere in sicurezza questo tipo di piste, come per esempio le vie di fuga della formula uno? Come si fà a non vedere quello che anche agli occhi del più profano sembra una pista verso la follia che verso la gloria? In bocca al lupo, anzi auguri, a tutti gli atleti in gara.

    RispondiElimina

Posta un commento

NEBRODI E DINTORNI © Le cose e i fatti visti dai Nebrodi, oltre i Nebrodi. Blog, testata giornalistica registrata al tribunale il 12/3/1992.
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento.