Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali
Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali
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Nebrodi e Dintorni
"Nell'anniversario del terremoto del Belìce, il nostro primo pensiero va ancora una volta alle vittime e ai loro cari. Una perdita ed un dolore che certamente non si cancellano col tempo. 15/01/2026 - E in questa ricorrenza non possiamo dimenticare che ancora per troppe persone il terremoto non è solo un ricordo, ma una realtà quotidiana fatta di una ricostruzione che per molti versi non ha ancora restituito la normalità e la dignità che le nostre comunità meritano. Riconosciamo i passi avanti fatti, ma sappiamo che la strada non è compiuta. Uno stimolo a proseguire nel nostro impegno per sanare queste ferite e perché presto le nostre comunità ritrovino la piena normalità." "Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volan...
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Spero vivamente che l'accaduto non venga archiviato nel modo indecente ed incredibile in cui stanno cercando di procedere le autorità, la sicurezza di quel tratto andava tutelata in maniera più responsabile. Pare ovvio, ad ogni modo, che la morte di un ragazzino, di un atleta (che nonostante la sua esperienza, alle olimpiadi, si è classificato), non può bloccare un "colosso" come le Olimpiadi, nemmeno per un attimo di seria e doverosa riflessione..
RispondiEliminaScusate forse sbaglio la pericolosità di alcuni sport dovrebbe essere più chiara.
RispondiEliminaE ovvio che l'innaturale velocita o forza a cui il corpo umano viene sottoposto in certi sport provochi l'irreparabile.
Auto a trecento l'ora.
Sci a centotrenta.
Slittino a centocinquanta.
Siamo fragili e le varie tecnologie ce lo fanno dimenticare.
Dispiace per l'atleta ma non meravigliatevene e solo e semplicemente naturale.
se il regolamento dice che la pista è sicura , è da cambiare il regolamento . Non si può morire così , sopratutto nella nostra era.
RispondiEliminaTanta tecnologia e tanti "cervelloni" non hanno saputo Prevenire questo tragico evento. Forse qualcuno dovrebbe vergognarsi per quello che è accaduto. Ma come si fà a non mettere in sicurezza questo tipo di piste, come per esempio le vie di fuga della formula uno? Come si fà a non vedere quello che anche agli occhi del più profano sembra una pista verso la follia che verso la gloria? In bocca al lupo, anzi auguri, a tutti gli atleti in gara.
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