Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

BENI CONFISCATI ALLA MAFIA: LA REGIONE VUOLE FERMARE LA VENDITA DEGLI IMMOBILI IN SICILIA

L'assessore regionale Armao, in una nota indirizzata all'Agenzia, per evitare che la Sicilia, cosi' duramente colpita dal fenomeno mafioso, debba doppiamente pagare qualora gli immobili confiscati siano posti in vendita ed i proventi incassati dallo Stato. Nella stessa lettera si chiede il trasferimento di alcuni immobili in cui hanno sede gli uffici di alcuni assessorati regionali: accelerare le procedure per l'assegnazione del feudo 'Verbumcaudo', sulle Madonie
Palermo, 15 ott. 2011 - "Dopo che la Regione Siciliana ha avviato l'iter per il ricorso alla Corte Costituzione contro le norme del c. d. 'Codice antimafia Alfano' recentemente approvato, che pongono ai margini Regioni ed enti locali nell'assegnazione dei beni confiscati alla mafia, abbiamo contestato all'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata la deliberazione di qualche giorno fa con la quale si e' ritenuto di procedere alla alienazione di alcuni di questi beni allocati in Sicilia, chiedendone la sospensione. Laddove cosi' non avverra' agiremo in sede giudiziaria per l'annullamento dell'atto".

Cosi' l'assessore regionale per l'Economia, Gaetano Armao, illustrando i contenuti di una nota indirizzata all'Agenzia per evitare che la Sicilia, cosi' duramente colpita dal fenomeno mafioso, debba doppiamente pagare qualora gli immobili confiscati siano posti in vendita ed i proventi incassati dallo Stato.

"Circa il 50% di questi beni sono in Sicilia e sono il frutto criminale della vessazione ai cittadini ed alle nostre imprese.
Debbono essere assegnati alle istituzioni locali (che addirittura in alcuni casi pagano l'affitto per l'utilizzo) o venduti per destinarne i proventi esclusivamente alle forze dell'ordine o alle spese dei tribunali della Sicilia"' si legge nella nota.

Il testo del codice approvato, infatti, pone le Regione e gli altri Enti locali solo alla fine dell'elenco dei soggetti beneficiari dei beni confiscati, con la conseguenza che questa scelta finisce col penalizzare proprio la Sicilia in cui ricade la maggior parte dei beni confiscati.

Nella stessa lettera si chiede anche il trasferimento di alcuni immobili in cui da tempo hanno sede gli uffici di alcuni assessorati regionali per i quali si paga il canone d'affitto allo Stato. L'assessore chiede anche di accelerare le procedure per l'assegnazione del feudo 'Verbumcaudo', sito sulle Madonie e per il quale la Regione si e' impegnata a pagare le rate del mutuo, affinche' possa essere destinato a finalita' produttive ed educative per quel territorio.

"Per questi motivi - ha concluso Armao - abbiamo rivolto un invito all'Agenzia affinche' possano affrontasi tutte le problematiche aperte in uno specifico incontro che, mi auguro, possa avvenire al piu' presto".

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