“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
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Nebrodi e Dintorni
Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars. “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”. Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato. All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...
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Casta. TotoMinistri. Monti & Tremonti spa. Crisi Eurozona. Veniamo alla nostra Italia, piccola in cronaca per i cravattini e le mezze maniche degli operatori di borsa, ma grande nella storia per le fonti del diritto, per l’impianto delle strade, degli acquedotti, dei templi e delle arene, per l’immortalità dei carmi, dei poemi e delle arti.
RispondiEliminaVa detto che l’ondata minacciosa di finanza negativa che vuole affacciarsi alle nostre coste non è più arginabile con la preghiera, nè con la litania delle “lacrime” e del “rimboccarsi le maniche”. Il convitato di pietra che ha giustiziato l’inquilino di Palazzo Chigi ora si appresta a finire l’opera consegnando la piccola Italia nelle ruote dentate della Pia Opera Bancaria Internazionale. Si spera che l’arcangelo inviato per salvezza sia generoso e dispensiero di qualche ingranaggio salvifico supplementare.
Ma c’è l’altra Italia, quella grande, che potrebbe concorrere al proprio salvataggio cercando di affrancarsi gradatamente dalla morsa del sistema perverso di una finanza tanto spericolata, quanto fasulla e degenerata. In questo caso sarebbe agevolata dalla miriade di piccole e medie imprese che costituiscono la vera ossatura del sistema produttivo nazionale.
Forse sarebbe il caso di “armare” le associazioni di categoria, i consorzi e le cooperative per cominciare a ricreare una testuggine di manualità produttiva, ovviamente internettizata, onde sferrare il contrattacco alla vuota finanza creativa, fautrice di avvitature debitorie e di voragini patrimoniali. Si ignori la cronaca, si pensi alla storia. E sulle sue orme lo tsunami si arrenderà.