Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

ETNA, ERUZIONE VULCANICA: QUEI SUONI IMPERCETTIBILI CHE PRECEDONO IL MAGMA

Roma, 30 gennaio 2013 - Possono gli infrasuoni aiutarci a capire se un’eruzione vulcanica è prossima al suo accadimento e quali sono le strade che il magma in risalita sta percorrendo prima di sgorgare dai crateri? Gli infrasuoni, come è noto, sono dei suoni a bassa frequenza al disotto dei 20 Hertz, che il nostro orecchio non è in grado di percepire, ma che tuttavia, provocano alterazioni al nostro organismo.
Da qualche tempo i vulcanologi li stanno monitorando attentamente, con appositi sensori, perché sono state scoperte delle correlazioni molto significative tra l’emissione degli infrasuoni e i fenomeni eruttivi. Di questo si sono occupati gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV): Andrea Cannata, Stefano Gresta e Eugenio Privitera e dell’Università di Catania: Mariangela Sciotto e Laura Spina in uno studio pubblicato di recente su Journal of volcanology and geothermal research dal titolo originale: Seismic and Infrasound Signal at Mt. Etna: Modelling the North-East Crater Conduit and its Relation with the 2008-2009 Eruption Feeding System,tradotto in lingua italiana: “Segnali sismici e infrasonici al Monte Etna: modellazione del condotto del Cratere di Nord-Est e sue relazioni con il sistema d’alimentazione dell’eruzione 2008-2009”.

Gli autori hanno trovato che l’eruzione dell’Etna , iniziata il 13 maggio 2008 da una fessura che si è aperta nella parte alta del versante orientale del vulcano, è stata preceduta, un giorno prima, da ben 157 eventi infrasonici, con frequenze comprese tra 0,4 e 2,0 Hertz.
Tanto per avere un riferimento, ricordiamo che l’orecchio umano in perfette condizioni di salute percepisce solo le vibrazioni sopra i 20 Hertz. Sulla base di tutti i dati relativi alle caratteristiche spettrali degli eventi infrasonici e degli eventi sismici a bassa frequenza che avvenivano in concomitanza, gli autori dello studio hanno trovato che all’interno dell’apparato vulcanico, a causa della liberazione dei gas dalla superficie della colonna di magma, si verificavano lungo i condotti due fenomeni di risonanza; il primo fenomeno è simile a quello che fanno vibrare le canne di un organo; il secondo fenomeno è paragonabile ai processi che avvengono in un fischietto o al processo che genera suoni quando soffiamo in un collo di bottiglia.

Si è potuto sviluppare così un modello matematico che ha descritto il fenomeno che è risultato utile oltre che per spiegare la dinamica interna dell’eruzione vulcanica, anche per ricostruire il complesso sistema di alimentazione che porta il magma da un serbatoio profondo a risalire verso la superficie fino alle bocche crateriche.

Domanda: Quale tipo di sviluppi e di ulteriori applicazioni di allerta può avere questo studio?
“In teoria, spiega il primo ricercatore Eugenio Privitera, se conoscessimo, con precisione, le dimensioni geometriche del condotto e l’esatta velocità del suono nei gas vulcanici, mediante i segnali infrasonici potremmo effettuare il monitoraggio della pressione all’interno del più superficiale dei serbatoi magmatici dell’Etna. In tal modo, potrebbero essere istituite delle allerte ogni qualvolta il valore di pressione all’interno del serbatoio magmatico supera un valore di soglia. In pratica, sono già in programma degli esperimenti per la misura diretta di tali parametri, ma dato che operiamo su un vulcano attivo, l’impresa non è per nulla facile”.

Sonia Topazio

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