Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

OPERAZIONE “FACE OFF”, GIUSTIZIA È STATA FATTA"

"Iustitia facta est, Giustizia è stata fatta". A distanza di poco meno di sei anni, arrivano le condanne definitive per i fratelli Panepinto di Bivona che furono arrestati nel luglio 2008 grazie alle testimonianze di Ignazio Cutrò, nell’operazione denominata “Face Off”
05 luglio 2013 - La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi dei difensori di Luigi Panepinto (condannato a 12 anni di reclusione), Maurizio Panepinto (13 anni e 6 mesi), Giovanni Favata (12 anni e 3 mesi) e Domenico Parisi (14 anni e 9 mesi), accusati di associazione mafiosa e estorsione.
"Oggi - dice il Testimone di Giustizia Ignazio Cutrò, di Bivona (Agrigento) - più di ogni altra volta, lo Stato Italiano, ma soprattutto la Magistratura, in breve tempo - aggiunge - , dimostra che protegge e sta vicina a quegli imprenditori che decidono di denunciare, così contribuendo alle indagini delle forze di polizia e dei magistrati impegnati nella lotta di questo cancro amorfo, chiamato volgarmente mafia. Sei lunghi anni, aggiunti agli altri dieci arricchiti di intimidazioni, danneggiamenti e minacce; non ci siamo mai piegati, né io, né la mia famiglia ed ovviamente mai lo faremo.

Siamo rimasti nella nostra terra per cercare di circondarci di numerosi imprenditori che denunciano, così debellando questo fenomeno criminale dalla nostra amata terra siciliana. Negli anni abbiamo costituito l'associazione antiracket Libere Terre per dare supporto ai cittadini che decidono di denunciare e l'associazione Nazionale Testimoni di Giustizia. In questo percorso che inizia nel 1999, oltre a quei pochi amici ed associazioni, siamo stati accompagnati dal nostro legale e amica Katia La Barbera, che voglio ringraziare tanto, dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. In questo momento di riflessione, ancora una volta, mi rivolgo ai miei colleghi imprenditori, alla gente comune, di ribellarsi al sistema omertoso e violento che circonda i mafiosi, così denunciandoli: non siamo soli.

Ovviamente voglio anche rivolgermi alle Istituzioni, non si può tollerare che magistrati come Salvatore Vella - accusa di questo processo- rimangano da soli e senza scorta. In questi casi, più di prima, viste le conferme ottenute dalla Corte di Cassazione di Roma a carico degli imputati con la recente sentenza, dobbiamo proteggere persone come il magistrato Vella che, prima di tutto, per obbligo morale hanno deciso di combattere la criminalità organizzata. Chiedo, quindi, che venga garantita un’adeguata protezione alle persone che decidono di combattere in prima linea le mafie e che si oppongono a tutte le forme di violenza. Un ringraziamento inoltre agli organi di stampa, che ci hanno accompagnati anche nei momenti più tristi".

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