Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ACQUEDOLCI: SEQUESTRATA VASTA AREA ADIBITA AD IMMONDEZZAIO E AUTODEMOLIZIONE

Acquedolci (Me), 16/04/2014 - Nella giornata del 16.04.2014, i Carabinieri della Stazione di Acquedolci e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Santo Stefano Camastra, con il supporto di personale dell’A.R.P.A. e dell’A.S.P. di Messina, hanno sottoposto a controllo una vasta area, sita in località Furiano del comune di Acquedolci, adibita a deposito e centro demolizione di autoveicoli. Il controllo, congiuntamente condotto e protrattosi per l’intera giornata, ha permesso di accertare numerose e gravissime irregolarità poste in essere dal responsabile della citata attività risultata,
all’esito degli accertamenti, completamente abusiva ed esercitata in assenza delle previste autorizzazioni.

 Sui circa 19.000 mq occupati da tale deposito è stata constatata la presenza di circa 1.000 carcasse di autoveicoli, oltre ad altro materiale che, anche in relazione alle inidonee modalità di stoccaggio, è stato ritenuto potenzialmente inquinante e pericoloso per la matrice ambientale della zona. 
Sull’area, infatti, sono stati rinvenuti anche rifiuti pericolosi quali pneumatici esausti, parti meccaniche contaminate da oli esausti ed idrocarburi, resti carbonizzati frutto della combustione di materiale plastico, oltre a scarti provenienti dalla demolizione di fabbricati. A rendere il sito ancor più pericoloso per l’ambiente, la sua posizione. L’area in questione, sorge infatti a poche centinaia di metri sia dall’alveo del Torrente Furiano che dalla sua foce. 
Non solo, gli accertamenti catastali condotti dai militari anche con l’ausilio di dipendenti dell’ufficio tecnico del comune di Acquedolci, hanno inoltre evidenziato che circa 6000 dei 19000 mq di detta area, risultano appartenere al demanio fluviale e che il fabbricato su tre livelli, adibito ad officina ed a privata abitazione del titolare dell’attività, è stato costruito in carenza di autorizzazioni e non censito nel pertinente catasto urbano.
Nell’area è stata riscontrata anche la presenza di diversi suini contenuti all’interno di una porcilaia, anch’essa abusiva, tutti risultati privi di marchio identificativo.
Così, all’esito di tali controlli, dai quali è emersa una situazione di grave rischio per l’ambiente, il titolare dell’attività, un cinquantacinquenne residente in Acquedolci, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Patti, in quanto ritenuto responsabile di attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, abusivismo edilizio e abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza dei limiti alla proprietà privata. Inoltre l’intera area, in attesa di quelle che saranno le determinazioni dell’autorità giudiziaria, è stata sottoposta a sequestro preventivo da parte dei militari dell’Arma.

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