Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ATM, INCONTRO AL COMUNE DI MESSINA, I SINDACATI PRESENTANO LE PROPOSTE PER IL RILANCIO DELL’AZIENDA

Messina, 18 aprile 2014 – “Sull’ATM non vogliamo più rinvii, occorre subito procedere al risanamento o l’Azienda andrà a fondo definitivamente”. Enzo Testa, segretario Fit Cisl Messina, chiede un segnale di cambiamento dopo l’incontro tenutosi a Palazzo Zanca con il sindaco, il segretario generale Le Donne, l’assessore alla Mobilità Cacciola, il commissario ATM Manna e le organizzazioni sindacali Filt-CGIL, Fit CISL e Uiltrasporti.
Anche se si è risolta positivamente, seppur ancora una volta in extremis, la questione del pagamento degli stipendi, i sindacati hanno evidenziato all’Amministrazione di “non essere più disponibili ad attendere scelte necessarie e indispensabili per la sopravvivenza di un’Azienda Municipalizzata che, nonostante i suoi 580 dipendenti e per motivazioni sicuramente non addebitabili a responsabilità dei lavoratori, non riesce a dare un servizio di mobilità urbana efficiente alla città”.

Testa chiede che ci si attivi immediatamente “per dare quei segnali di cambiamento che la città attende da tempo, partendo da cose semplici ma importanti e fattibili da subito, senza dover aspettare la nascita della Multiservizi Messina, annunciata dal sindaco nel corso dell’incontro”. La Multiservizi, nelle intenzioni della giunta Accorinti, dovrebbe accorpare ATM, Messinambiente, AMAM e altre società partecipate del Comune.

“Un progetto politico sindacalmente condivisibile in linea di principio – afferma Testa - ma che necessita di tempi lunghi per la sua realizzazione. Nelle more di questa riforma molto articolata, considerata anche la gravissima crisi finanziaria che attraversa il Comune di Messina, bisognerà abbattere i costi di gestione e migliorare la qualità del servizio”.

La Fit Cisl, quindi, ha lanciato le sue proposte con le quali chiede di allargare le competenze operative dell’ATM attraverso l’affidamento del servizio carri attrezzi per la rimozione delle auto in divieto di sosta, di proprietà del Comune di Messina, del servizio ganasce e migliorando la gestione dei parcheggi assegnando all’ATM il servizio di segnaletica stradale orizzontale e verticale, oltre che la gestione dei semafori e consentendo l’utilizzo più intensivo dell’officina, aperto, a tutti i mezzi comunali.

“Occorre, inoltre – sostiene Testa – gestire all’interno tutte le attività lucrose, ancora oggi inspiegabilmente date in affidamento a ditte esterne come la manutenzione delle linee ferrate ed aeree della tranvia, tutte realizzabili con l’attuale personale Atm in forza all’azienda. Così facendo - prosegue Enzo Testa si abbatterebbero i costi, si aumenterebbe la produttività e si assicurerebbe un futuro più sereno all’azienda e ai lavoratori”.

Nel corso dell’incontro, prorogatosi fino a tarda sera, l’ amministrazione si è impegnata formalmente a presentare entro il 25 maggio alle Organizzazioni sindacali un piano di ristrutturazione che, facendo proprie le richieste di Filt CGIL, Fit CISL, e Uiltraspori, possa finalmente dare dopo decenni di stagnazione un forte segnale di discontinuità con il passato. I sindacati dei trasporti hanno ribadito che, se non si avviasse il percorso richiesto, sono pronti ad intraprendere una forte azione a supporto di un obbligato processo di cambiamento che metta fine all’incertezza sul futuro dell’Atm.


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