Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GENOVESE E LAVORO: VOTATA LA FIDUCIA SI VOTA PER L'ARRESTO DEL DEPUTATO MESSINESE

Roma, 13/05/2014 - La Camera, con 333 voti favorevoli e 159 contrari, ha votato la questione di fiducia, posta dal Governo, sull'approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge (C. 2208-B) di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato) nel testo licenziato dalla Commissione identico a quello approvato dal Senato.

L’aula della Camera dei Deputati voterà mercoledì, dopo il voto finale del dl lavoro, l’autorizzazione all’arresto del deputato messinese del PD Francantonio Genovese. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La presidente Laura Boldrini ha dichiarato che inserire nel calendario dell’Aula la richiesta di arresto del deputato del Pd rappresenti «un atto dovuto, che il presidente deve porre l’Assemblea nella condizione di deliberare».

Lo scorso 7 maggio la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera aveva detto 'sì' all’arresto del deputato democratico Genovese con 12 voti a favore (Pd, Movimento 5 Stelle e Sel) e 5 contrari: i votanti non hanno ravvisato l’esistenza del fumus persecutionis.

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