“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

MIGRANTI: 500MILA DISPERATI SONO IN ARRIVO MA L'UE SE NE LAVA LE MANI

16/04/2015 - Sono 400 le vittime del naufragio avvenuto 24 ore dopo la partenza dalla Libia di un barcone stracarico di migranti e profughi, tra le vittime del naufragio ci sono molti bambini. Le testimonianze raccolte da Save the Children tra i 150 superstiti sbarcati a Reggio Calabria dalla nave Orione rivelano questo trite scenario. Centinaia di migranti sono invece stati recuperati da altre imbarcazioni. Secondo le stime di Save the Children, tra l'11 e il 13 aprile sono sbarcati più di 5.100 migranti in 18 sbarchi in Sicilia, Calabria e Puglia.

E la Prefettura di Messina comunica che nella mattinata di ieri, 15 aprile, dalla motonave “MAERSK PROSPER” ferma in rada, è stato effettuato il trasbordo a mezzo rimorchiatore di N. 237 profughi extracomunitari fatti sbarcare sul molo Marconi. Si tratta di 173 uomini, 56 donne e 9 neonati per i quali La Prefettura ha coordinato le relative attività di screening sanitario e di prima accoglienza assicurate dal personale sanitario (U.S.M.A.F., C.R.I., ASP Messina) e dalle forze di polizia territoriale. Un gruppo di migranti, dopo le operazioni di rito, è stato avviato, su disposizione del Ministero dell'Interno, verso strutture temporanee di accoglienza ubicate in Emilia Romagna e Liguria. I restanti sono stati ospitati nel centro temporaneo di C.da Conca d’Oro.

Nell’ambito dei lavori del XIII Congresso Onu per la prevenzione del crimine e la giustizia penale, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel workshop sul traffico di migranti, ha ricordato che “l’Italia è da anni impegnata a fronteggiare eventi tragici che si ripetono giorno dopo giorno nel Mediterraneo e lungo le coste meridionali dell’Italia e dell’Europa, ove giungono quotidianamente centinaia di uomini, donne e bambini, anche non accompagnati, che rischiano la propria vita affidandosi a criminali senza scrupoli."

"Nel solo 2014, sono sbarcate in Italia 170.000 migranti in cerca di una esistenza più dignitosa. Mettiamo generosamente a disposizione uomini, risorse e mezzi – ha proseguito il Guardasigilli Orlando - per salvare le vite dei migranti e salvaguardare i loro diritti umani e la loro dignità, anche con il supporto indispensabile delle organizzazioni non governative e del volontariato. Al tempo stesso siamo strenuamente impegnati a combattere e disarticolare le reti criminali che gestiscono le partenze verso le nostre coste. Con l’operazione italiana Mare Nostrum, abbiamo salvato la vita di oltre 100.000 migranti tra l’ottobre 2013 e il dicembre 2014. L’operazione europea Triton ora in corso ha salvato circa 6.000 persone. D’altro canto, i nostri investigatori ed i nostri giudici si adoperano, sulla base degli strumenti giuridici convenzionali esistenti, per perseguire crimini tanto odiosi che sfruttano crudelmente l’aspirazione di persone vulnerabili a godere della libertà e di una vita dignitosa”.

“Abbiamo dunque un fondamentale interesse strategico a contribuire al rafforzamento della giurisdizione penale nei Paesi di origine e transito dei flussi migratori irregolari ed alla realizzazione di una cooperazione giudiziaria più efficace”, ha sottolineato il ministro. “Le nostre forze di Polizia e l’Autorità Giudiziaria hanno raggiunto un elevatissimo livello di efficienza, specializzazione e di competenza, ma questi traffici non possono sconfiggersi senza il comune senso di responsabilità politica, comune e condivisa, tra tutti gli Stati Membri”.

Per questo Orlando ha ribadito che “in questo settore, più che mai, avvertiamo dunque la necessità che la cooperazione internazionale con i nostri partner sia efficace, completa e tempestiva. Siamo perciò impegnati a promuovere la ratifica universale del Protocollo aggiuntivo contro il Traffico di Migranti della Convenzione contro la Criminalità Organizzata Transnazionale, il cui livello di ratifica è tuttora insoddisfacente, e ne sosteniamo i processi di implementazione negli ordinamenti dei Paesi più colpiti dal traffico di migranti. Incoraggiamo quindi tutti i Paesi a dare concreta attuazione alla Risoluzione sul traffico di migranti, che per la prima volta è stata adottata l’anno scorso dalla Commissione Crimine, proprio su iniziativa italiana, del Messico e dell’Australia”.

“Le vicende degli ultimi anni – ha proseguito il Guardasigilli - mostrano che la gestione sostenibile del fenomeno migratorio è un grande tema che coinvolge le politiche per lo sviluppo socio-economico e la tutela dei diritti dell’uomo ed interpella la politica estera, l’ordine pubblico e la sicurezza ma anche e sempre più il sistema giudiziario. Il Governo italiano ha condiviso in sede europea il lancio di un dialogo strutturato con i Paesi di origine e transito, volto a favorire anche le condizioni per la realizzazione di iniziative e progetti concreti. In questo quadro, nel corso della Presidenza italiana dell’UE, abbiamo avviato il ‘Processo di Khartoum’ in occasione di una conferenza ministeriale svoltasi a Roma nel novembre 2014, che vede il coinvolgimento dell’Unione Europea e dell’Unione Africana, dei Paesi del Corno d’Africa, della Tunisia e dell’Egitto”.

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