Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SCUOLA: DOMANI ASSEMBLEA DEI LAVORATORI A BAGHERIA CONTRO LA RIFORMA DEL GOVERNO

Palermo, 3 giugno 2015 - Continua la mobilitazione contro il Ddl "La buona scuola". Un’assemblea dei lavoratori dell’I.C.S. “I. Buttitta” di Bagheria è stata convocata dalle rappresentanze sindacali di Cgil e Cisl per domani alle ore 15. All’incontro sono stati invitati anche i rappresentati politici ed istituzionali del territorio.
“La scuola – dichiara Fabio Cirino, segretario provinciale della Flc Cgil di Palermo – non si rassegna. I lavoratori del mondo della scuola non accettano il modus operandi del governo che, fingendo di consultare democraticamente i cittadini, cala dall'alto una riforma bocciata dal mondo della scuola”.
“Inoltre – aggiunge – si lamenta la mancanza di dialogo da parte del governo e degli esponenti politici del Pd i quali pubblicamente evitano il contraddittorio, portando avanti unilateralmente il loro progetto, idolatrando la ‘politica del fare’ e sacrificando sull'altare del decisionismo la qualità e la bontà delle scelte fatte”.

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