Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

STUDENTE SEDICENNE SI SUICIDA: "E' L'ENNESIMA VITTIMA DI UNA SOCIETÀ OMOFOBA"

26/09/2015 - Nella giornata di ieri un ragazzo di 16 anni della provincia di Siracusa si è tolto la vita. Pare che questo gesto nasca dal fatto che lo studente sentiva di vivere in uno stato di emarginazione per via del suo orientamento sessuale e della sua condizione economica. Dichiara Alberto Irone, Portavoce nazionale della Rete degli studenti Medi: "La morte di Aleandro si aggiunge alla folta lista delle vittime di una società dove l'omofobia è ancora un cancro diffuso. Il fatto che un ragazzo non riesca a sentirsi accettato a causa del suo orientamento sessuale e che arrivi a suicidarsi per questo è grave e inaccettabile. Chiunque avesse contribuito ad alimentare il disagio interiore di questo ragazzo, va individuato e punito; ma le cause principali vanno individuate in una società chiusa dove il rispetto e l'inclusione degli altri altri non sono ancora un valore universale per tutti e un patrimonio culturale difeso e diffuso dalle Istituzioni con azioni concrete, strutturali ed efficaci."

Anche lo stress dato dalla condizione economica della sua famiglia pare aver contribuito a questo gesto di disperazione. "Non è accettabile
- continua Irone - che un ragazzo debba subire una simile pressione rispetto alla sua condizione economica, tale da portarlo ad uccidersi: la marginalizzazione sociale è una piaga che il nostro Stato non sta combattendo efficacemente."

Conclude Irone: "Aleandro è innanzitutto vittima di un sistema che non comprende la gravità dell'omofobia. Le istituzioni, il Governo e il MIUR devono sapere che Aleandro è morto perché ancora oggi nelle scuole, negli ambienti familiari, nei luoghi d'incontro dei giovani si viene discriminati per l'orientamento sessuale, si viene privati della libertà di essere sé stessi, di autodeterminarsi. L'inserimento nella "Buona Scuola" dell'educazione alla parità tra i sessi e a tutte le discriminazioni come scelta facoltativa per la scuola non è neanche lontanamente una risposta sufficiente: serve una strategia nazionale seria, obbligatoria per tutte le scuole, in cui si prevedano programmi rivolti a studenti e insegnanti, di formazione, di conoscenza dell'altro, di insegnamento al rispetto dell'altro a prescindere dal sesso, dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Il Governo deve agire subito e con forza per evitare che fatti simili non accadano mai più."

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