Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LACCOTO: “SUPERARE IL TETTO DI SPESA PER IL PERSONALE PER RISOLVERE PROBLEMA DEGLI ORARI DI LAVORO NEGLI OSPEDALI”

11/12/2015 - “Esistono le soluzioni per evitare il collasso della rete ospedaliera dopo l’entrata in vigore della legge che recepisce la direttiva europea del 2003 sui turni e i riposi obbligatori dei medici e degli infermieri”. Ne è convinto il deputato del Partito Democratico Giuseppe Laccoto che indica la strada per superare lo stallo provocato dalla normativa secondo cui nessuno deve lavorare più di tredici ore di fila e tutti hanno diritto a uno stacco di almeno 11 ore tra un turno e l’altro e a 24 ore consecutive a settimana di riposo. “Intanto il governo deve concedere il superamento del tetto di spesa per il personale – afferma Laccoto.
Un passaggio indispensabile per garantire i servizi e procedere con i concorsi che consentiranno di coprire i posti vacanti nelle piante organiche”. “Messina più delle altre Asp siciliane rischia la paralisi visto che non riesce a garantire la richiesta delle prestazioni da parte dell’utenza ed è questo il momento di procedere con le assunzioni dando priorità ai dipendenti in mobilità e ai precari da anni in attesa della stabilizzazione”. “Abbiamo il dovere di assicurare un servizio sanitario moderno, professionale ed efficiente – conclude Laccoto – e per questo la Sicilia deve rivendicare le legittime istanze dei suoi cittadini in sede di conferenza Stato Regioni”

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