Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA: “CON LA FINANZIARIA MENO TASSE E PIÙ SOLIDARIETÀ”

Palermo, 29 apr. 2017 - “Con la nuova finanziaria si abbassano le tasse in Sicilia - viene dimezzata l'addizionale - e si costituisce un fondo annuale di circa 250 milioni euro l'anno a favore delle persone con disabilità”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. “Tale fondo – continua il presidente - si aggiunge a circa 300 milioni per cure sanitarie sempre a favore dei disabili. In pratica la Sicilia diviene una delle regioni italiane dove si pagano meno tasse e ci sono più risorse per i disabili. La Regione riprende il proprio patrimonio immobiliare, che era stato svenduto dei precedenti governi, conferma tutti i trasferimenti per i comuni e incrementa di oltre 100 milioni di euro il fondo per le ex province. Con l'approvazione del consuntivo 2016 si conferma, dopo l'avanzo positivo del 2015 di 635 milioni, un avanzo di 315 milioni di euro. In pratica riduciamo di un ulteriore miliardo il debito che abbiamo ereditato dai precedenti governi. Sono i fatti, e non le chiacchiere, - conclude Crocetta - con i quali ci presentiamo alle valutazioni del popolo siciliano”.


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