Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

REDDITO DI INCLUSIONE, A MESSINA METÀ DELLE RICHIESTE DELL’INTERA REGIONE LOMBARDIA

Messina, 29 gennaio ’18 – Un quadro drammatico, testimoniato dai numeri e portato alla luce dal segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, nell’analisi sulle domande per l’ottenimento del beneficio del Reddito di Inclusione.
«Nel solo Comune di Messina – informa Genovese - nel periodo che intercorre tra l’1 dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018, le domande per ottenimento del Rei sono state 2.565. Nel medesimo periodo, nell’intera regione Lombardia, sono state 5.000. Il numero delle istanze mette in luce il quadro drammatico che il nostro territorio sta vivendo e non si può restare indifferenti né si può pensare che si possa continuare a sopravvivere in reti di solidarietà collettive deboli».

Per il segretario generale della Cisl Messina il rischio è lo stato di vulnerabilità permanente secondo cui un bambino che nasce in una famiglia povera ha poche possibilità di affrancarsi dalla condizione di povertà.
«Oggi è quanto mai pertinente agire non sulla povertà ma “sulle povertà” – sostiene Genovese - Il bisogno delle famiglie, infatti, non è solo economico, ma abbraccia diverse necessità ed è legato a problemi di varia natura. Un bisogno complesso del quale occorre farsi carico. Il Rei è uno strumento importante di contrasto alla povertà ma, da solo, non può bastare».

Genovese, quindi, ritiene che occorra «mettere in campo politiche volte alla creazione di reti di servizi, capaci di aiutare le persone ad uscire dalle condizioni di marginalità. I Servizi Sociali devono essere, più che mai, rispondenti ai reali bisogni di quei 2.565 cittadini tenendo presente che è un dato destinato ad aumentare».

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