Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

CANCRO, SULLE STRADE PRINCIPALI PIÙ ESPOSTI AL RISCHIO DI TUMORE

Cancro. “Chi vive vicino alle strade principali è più esposto al rischio di tumore.” Vivere entro i 50 metri di una via molto trafficata può anche causare problemi di cuore. La ricerca è stata condotta da di 15 organizzazioni sulla salute e sull'ambiente tra cui British Lung Foundation, Asthma UK, e UNICEF UK

Roma, 6 dic 2019 – Chi vive vicino alle strade principali è più esposto al rischio di cancro dei polmoni, ictus, arresto cardiaco. Questi alcuni dei rischi che corrono coloro che vivono in prossimità del centro trafficato di una grande città o in un'altra zona di traffico denso. Lo riportano i ricercatori della Kings’ College London, a seguito di un'analisi pubblicata da una coalizione di 15 organizzazioni sulla salute e sull'ambiente tra cui British Lung Foundation, Asthma UK, e UNICEF UK. Secondo lo studio, il rischio di cancro ai polmoni aumenta del 10%. Ma non solo. Anche gravi problemi di cuore come arresto cardiaco, ictus, malattie cardiovascolari e bronchiti sono più probabili per gli individui che risiedono in queste zone, così come una riduzione delle capacità respiratorie nei bambini. Le autorità sanitarie richiedono ora l’impegno del Governo per collaborare con le Clean Air Zones (a Londra è stata lanciata all’inizio dell’anno e ha funzionato) in tutte le maggiori città.

«L’inquinamento ci fa male, dalla culla alla tomba, soprattutto ai nostri bambini, ma è spesso un male invisibile», ha dichiarato Rob Huges, della Clean Air Fund. «Questa impressionante ricerca rende visibile questa crisi sanitaria pubblica in tutto il Regno Unito, e dimostra l’urgenza di un intervento da parte dei partiti politici al fine di pulire l’aria che respiriamo». Lo studio si è concentrato sui casi di 13 città nel Regno Unito e in Polonia, sulla base di dati relativi ai ricoveri in ospedale e sintomi come infezioni respiratorie.

I risultati indicano che un calo dell’inquinamento atmosferico pari a un quinto taglierebbe del 7.6% il numero di casi di tumore ai polmoni a Londra, del 6.4 a Birmingham, il 5.6 a Manchester e del 6.7% a Nottingham. Ancora, se l’inquinamento fosse ridotto della stessa percentuale, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, vi sarebbero 3.865 casi in meno di bronchite nei bambini nelle città soprammenzionate.


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