Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Giarrusso lascia il M5S: "Sono una persona onesta, non accetto di mentire a me stesso"

Dino Giarrusso se ne va? Ha vinto la sua enorme smania di protagonismo. Ora però dovrebbe dimettersi da europarlamentare”. Con un post su Facebook lo stesso Giarrusso ne ha dato annuncio e spigazione: "Poche cose nella vita mi hanno dato sofferenza e dispiacere come l’aver maturato la scelta di lasciare il Movimento Cinquestelle. Ma come si fa a girare per l’Italia dicendo cose giuste e constatare che il Movimento fa spessissimo il contrario di quel che dice? Come si fa a restare nel governo Draghi quando arrivano veri e propri sfregi agli italiani, cittadini e imprese, come l’affossamento scientifico del superbonus 110?"

Dino Giarrusso così scrive oggi sulla sua pagina Facebook:

25/05/2022 - Poche cose nella vita mi hanno dato sofferenza e dispiacere come l’aver maturato la scelta di lasciare il Movimento Cinquestelle. Ma come si fa a girare per l’Italia dicendo cose giuste e constatare che il Movimento fa spessissimo il contrario di quel che dice? Come si fa a restare nel governo Draghi quando arrivano veri e propri sfregi agli italiani, cittadini e imprese, come l’affossamento scientifico del superbonus 110? Come si fa a vedere che una guerra per bande sta massacrando il progetto, il meraviglioso sogno, di Beppe e Gianroberto e qualche poltronaro incallito sta umiliando quel gentiluomo di Giuseppe Conte portando il Movimento a scelte suicide e azzerando la base, cacciando gli attivisti, ignorando i territori?

Mi dispiace ma io sono una persona onesta, non accetto di mentire a me stesso e agli altri.
Chiedo scusa ai tantissimi che saranno delusi dalla mia scelta, ma è una scelte obbligata, che arriva dopo anni di umiliazioni personali e intimidazioni continue subite da cerchi magici e tragici. Finché la vittima ero io ho tollerato, quando -come avviene oggi- le vittime sono tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia, non riesco ad accettarlo. Vi racconterò presto dettagli inquietanti, intanto vi lascio il video di oggi a Coffee Break.
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25/05/2022 - Giarrusso se ne va? Ha vinto la sua smisurata smania di protagonismo. Ora però ci aspettiamo che si dimetta da europarlamentare, un posto che si è conquistato grazie ai voti del Movimento 5 Stelle. Del resto lui è sempre stato severissimo nei confronti di coloro che hanno lasciato il Movimento, definendoli 'traditori che provano a raccontare al mondo di essere stati traditi': quello che praticamente sta facendo ora Giarrusso”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle all'Ars, Nuccio Di Paola. 

Giarrusso – continua Di Paola – dovrebbe pensare più a riflettere che ai riflettori. Se gli è rimasto un briciolo di coerenza dovrebbe lasciare il seggio in Europa in un nano-secondo. Lasci poltrona e benefit da europarlamentare e si ricordi della regola del Movimento che lui ha sempre sbattuto in faccia a quelli che sono andati via, e cioè che chi si dimette deve lasciare la poltrona e non cambiare casacca”.
“Sia chiaro – conclude Di Paola- non ci stracciamo certamente le vesti per questo abbandono. Non si può cercare di costruire con chi lavora costantemente per dividere”.

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