Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Borghi di Sicilia: simboli di storia e cultura con il punto interrogativo

I Borghi: mondi “minori”? Un punto di domanda sui borghi, simboli di storia e cultura ma anche luoghi che necessitano di progettazione e rigenerazione. Il Focus, sabato 30 novembre 2024, organizzato dall'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Catania e dalla sua Fondazione 

CATANIA, 30/11/2024 – Borghi: mondi “minori”? È un punto di domanda il titolo del focus sui borghi – simboli di storia e cultura ma anche luoghi che necessitano di progettazione e rigenerazione – organizzato oggi, sabato 30 novembre, dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Catania e dalla sua Fondazione.

«Volutamente nel titolo del seminario di oggi abbiamo inserito il punto interrogativo – ha spiegato la presidente dell’OAPPC Catania Veronica Leone – proprio perché abbiamo parlato dei borghi ponendoci delle domande. I borghi infatti non sono solo un luogo immaginario, un luogo poetico e romantico, piccoli presepi con le viuzze strette e i gatti sulle soglie delle case. I borghi hanno anche una valenza storica, e si inseriscono nel paesaggio perché sono essi stessi paesaggio».


I borghi dunque, se da una parte sono un “simbolo”, dall’altra necessitano di rigenerazione: «Con questo seminario – ha affermato la presidente dalla Fondazione OAPPC Eleonora Bonanno – vogliamo affrontare e trattare in modo diverso il tema dei borghi, anche grazie alla sensibilità che noi architetti possediamo. Vogliamo evitare di pensare ai borghi come delle “entità” da mantenere (quasi come fossero musei). È necessario che ci sia un intervento critico, con la sensibilità appunto dei professionisti, per dare nuova vita, nuovo valore a questi territori».


I relatori che sono intervenuti sull’argomento sono l’architetto Salvatore Settecasi che ha parlato di “Architettura e silenzio. Rigenerazione di contesti marginali”; l’architetto Maurizio Spina, professore UniCT, CTS Borghi più belli d’Italia-Sicilia, che ha parlato di “Una metodologia per la formazione di scenari progettuali” e l’architetto Eleonora Cacopardo, Coordinamento regionale dei borghi più belli d’Italia in Sicilia, con il suo intervento “Un viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Sicilia. Cantieri contemporanei”.


«Architettura e silenzio: un tema assolutamente rilevante per ciò che concerne le aree interne in tutt’Italia, non solo in Sicilia – ha spiegato l’architetto Settecasi – Nel mio intervento parlo delle azioni concrete da attuare per sconfiggere appunto questo “silenzio” che drammaticamente caratterizza le aree interne italiane per l’assenza di servizi e di infrastrutture, con il conseguente spopolamento. L’architettura può essere una delle chiavi per risolvere questa situazione e dare la possibilità di avviare una nuova stagione di rilancio e di rigenerazione urbana e socio-economica». Ha parlato di “form-azione” il professore Maurizio Spina: 


«L’intervento sui borghi prende spunto da una parola centrale non solo per i borghi ma per una metodologia di applicazione nella città e nel territorio: “formazione”. Oggi ho provato a scindere e poi rimettere assieme le due parole “forma” e “azione”. Il compito di noi architetti è quello di lavorare sulla formazione degli utenti, dei cittadini, dei nostri colleghi, delle Amministrazioni. Formazione vuol dire anche dare “forma” alle città e lavorare per un’ azione perdurante».


Per l’architetto Cacopardo quello tra i borghi è un “viaggio” iniziato tanto tempo fa, proprio nel 2003, «quando vengo nominata per la prima volta consigliere comunale a Castelmola e iniziano le procedure per entrare tra i più “belli” d’Italia. Per cui, lo chiamo “viaggio” – ha raccontato – proprio perché è stato un percorso durato tanti anni, che ha compreso più di 300 borghi».


Presente anche il Coordinatore dell’Associazione Borghi più belli d’Italia in Sicilia, Michelangelo Giansiracusa. «Con l’associazione stiamo immaginando un piano strategico per le aree interne del nostro territorio da presentare al Governo Regionale e al Governo Nazionale per affrontare il tema dello spopolamento con soluzioni concrete che passano da piccole azioni ma anche da azioni di sistema: salvaguardia del territorio, servizi di prossimità, sanità a scuola e anche una narrazione delle aree interne della nostra terra come laboratorio di innovazione».

Ha moderato l’architetto Giovanni Longhitano, Consigliere OAPPCC_CT.

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